MANNAGGIA A ME

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.. tra autostrade americane e borgate romane

Tra le voci più carismatiche una nuova tradizione popolare e, poi, tra gli interpreti più originali di una rinnovata canzone d’autore, Piero Brega ha molte vite e molte altre frecce al suo arco, celando nell’animo l’amore e il disincanto che lo accompagnano per le strade di una Roma periferica e dolente.

A distanza di dodici anni dall’ultimo disco, Mannaggia a me si pone così all’ombra di altre culture musicali, coltivate fin dagli anni giovanili, per cantare di centomila pensieri che fuggono, di viltà e scintille smarrite, di isole nell’universo, di un mare per nuotare di notte, di una cadenza del parlare e quindi di un modo di ragionare che è proprio di una città.

È gradita la prenotazione. WhatsApp: 329.1244550 – E-mail: info@oltreilvisibile.it

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AMELIA (TR)

SALA COMUNALE F. BOCCARINI

(P.zza Augusto Vera, 10)

Domenica 17 ottobre – ore 18.00

Piero Brega in sestetto

Ludovico Piccinini: chitarre, charango

Emanuele Marzi: basso

Piero Fortezza: batteria

Desiree Infascelli: fisarmonica

Oretta Orengo: oboe, corno inglese, canto

Piero Brega: canto, chitarra

Di brano in brano si susseguono vivide istantanee sonore che elevano a una dimensione epica momenti di vita quotidiana e scene di ordinaria brutalità urbana: una processione elettrica e potentissima, vibrante e ondivaga come può essere solo lo sguardo distaccato e partecipe che un poeta getta sul mondo, sapendo che la “vita è sempre un po’ più in là”.

Info: www.squilibri.it

Piero Brega – Cenni biografici

Una carriera decisamente anomala quella di Piero Brega. Tra i fondatori del Canzoniere del Lazio e del Circolo Gianni Bosio, attraversa da protagonista i turbolenti anni settanta, affermandosi come una delle voci più carismatiche di una nuova tradizione urbana e caratterizzandosi, assieme ai suoi compagni, per l’originale fusione di elementi etnici con sonorità jazz e progressive, che anticipava di molto la stagione ancora da venire delle “contaminazioni”. Esperienze innovative, proseguite con Carnascialia e Malvasia, e allargate anche al teatro dove è anche voce solista dell’opera di Giovanna Marini, “Il regalo dell’Imperatore”.

Poi un’eclisse dalle scene musicali durata circa venticinque anni, in cui si è impegnato come architetto con progetti anche di grande prestigio come la direzione dei lavori della moschea di Roma agli ordini del prof. Portoghesi. E poi, improvviso e inatteso come una sorta di miracolo, nel 2004 l’esordio da solista con un disco di conturbante bellezza che rivelava al mondo anche le sue capacità di scrittura e affabulazione. Come li viandanti vince così il Premio Ciampi come opera prima alla quale fa seguito, cinque anni dopo, il disco della riconferma, Fuori dal paradiso, in cui si evidenzia la maturità dell’artista che riesce a elevare nelle atmosfere rarefatte della poesia anche le più ordinarie esperienze quotidiane.

Con i movimenti carsici che contraddistinguono il farsi della sua ispirazione, chiamata a misurarsi con urgenze di vita o a lenire ferite che non trovano risposte, Piero torna ora con un nuovo disco, a dodici anni di distanza.

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NOTE

INGRESSO CON TESSERA OV 2021 E SOTTOSCRIZIONE


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