In the Same Boat

  •  
  •  
  •  
  • 10

SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA: COSA FARE ADESSO?

Il problema fondamentale è che la nostra civiltà, che è una civiltà della macchina, può insegnare all’uomo tutto ad eccezione di come essere uomo.

(André Malraux)

Arriva ad Amelia, in prima visione, In the same boat, film documentario in cui alcuni tra i più autorevoli studiosi internazionali (Zygmunt Bauman, Tony Atkinson, Serge Latouche, Erik Brynjolfsson, Mariana Mazzucato, Pepe Mujica e altri) si interrogano sulle grandi trasformazioni (globalizzazione, progresso tecnico, avvento della robotica, immigrazione) in atto nelle economie avanzate e sull’impatto che tali trasformazioni potranno avere sul mercato del lavoro, sulla distribuzione del reddito e sui sistemi di sicurezza sociale.

Una metafora della nostra civiltà, che è di fronte a un’opportunità unica. I progressi tecnologici potrebbero essere la chiave per realizzare un mondo più giusto e migliore, ma se non impariamo a gestirli e ri-orientare “la barca” dal suo timone, il futuro sembra minaccioso.

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Sabato 16 marzo – ore 21.00

In prima visione

IN THE SAME BOAT

Regia di Rudy Gnutti

Spagna, 2016, durata 70 min. – v.o.sott.it. – Distrib. Mescalito Film

INTERVIENE FABRIZIO FASSIO, ASSOCIAZIONE IL SECOLO DELLA RETE

In the Same Boat racconta di come l’umanità – che viaggia su una stessa barca, per l’appunto – stia attraversando una fase critica e le risposte che darà ad alcune domande fondamentali la porteranno ad un cambiamento radicale.

Le nuove tecnologie potrebbero essere la chiave per vivere in un mondo migliore e più giusto ma se non ridirigiamo il timone di questo vascello, il futuro potrebbe essere minaccioso.

E poi c’è un’altra questione fondamentale, come sostiene Bauman, da tenere a conto: se anche a livello mondiale riuscissimo a riorganizzarci e a far sì che le nostre vite non ruotino tutte attorno alla produzione, se riuscissimo insomma a rallentare il motore della nostra barca, poi cosa faremo? Saremo in grado di stare senza fare niente?

Le risposte e i punti di vista qui si dividono. Da un lato c’è chi pensa che stabilire un salario universale minimo garantito e avere più tempo libero, rallenterebbe l’economia, salverebbe il pianeta dall’autodistruzione e ci consentirebbe di esprimerci al meglio come essere umani e dall’altra chi invece crede – come Mujica – che senza prima un cambiamento culturale, educativo e personale trovare una nuova rotta sarà veramente complicato.

Il nostro è un mondo che vive di enormi paradossi. Siamo capaci di costruire ed ammassare enormi ricchezze, ma non sappiamo ridistribuirle al maggior numero di persone possibile. Alcuni buttano e gettano schifati, altri muoiono senza nemmeno i rifiuti da mangiare. Eppure siamo all’alba di un nuovo mondo, un mondo dove mancherà il lavoro, un mondo che, se non saremo stati noi a rendere meno disuguale, segnerà sempre più profondi confini tra chi ha e chi non ha. Siamo di fronte ad una opportunità unica. Possiamo cambiare rotta. Sarebbe un bene per tutti. In fondo siamo sulla stessa barca, e l’unica rotta tracciata è quella di un reddito universale.

Nell’opera del regista Rudy Gnutti, intitolata appunto In the same boat, i maggiori pensatori ed economisti dei nostri tempi si interrogano sul futuro dell’umanità in un mondo senza lavoro.

++++++++++++++

Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione
Graph. roberta Boccacci

+++++++++++++++

+++++++++++++++

La moderna tecnologia deve delle scuse all’ecologia. (Alan M. Eddison)

+

Le grandi rivoluzioni economiche nella storia avvengono quando nuove tecnologie di comunicazione convergono con nuovi sistemi energetici. (Jeremy Rifkin)

+

Abbiamo generato una civiltà i cui elementi vitali dipendono profondamente dalla scienza e dalla tecnologia, ma abbiamo anche fatto in modo che quasi nessuno capisca qualcosa di scienza e di tecnologia. Prima o poi questo mix esplosivo di ignoranza e potere ci esploderà in faccia. (Carl Sagan)


  •  
  •  
  •  
  • 10