IRENE CANTA IRENE

Non è facile, in un momento come questo, parlare di pace. Immaginarla, sfiorarla con il pensiero.

Eppure, è sempre stata cantata sin dall’antichità, personificata nella dea Irene, figlia di Zeus, lasciando così che acquisisse tante e diverse sfumature a seconda dei miti, dei racconti, delle epoche storiche.

Il nome di Irene è infatti ricorrente nell’ambiente dell’Arcadia e della poesia pastorale tra ‘500 e ‘700 e ad Irene, pastorella o cortigiana, sono dedicati i testi di numerose cantate dei più vari autori italiani ed europei.

In copertina: Minerva protegge la Pace da Marte (Pace e Guerra), realizzato tra il 1629 ed il 1630 dal pittore Peter Paul Rubens.

IL PROGRAMMA

AMELIA (TR)

Via del Duomo, 3

Il programma prevede tre cantate di autori italiani nel classico schema di arie alternate a recitativi, dove i vari affetti esprimono malinconia, gioia, amore, lontananza e dove le espressioni musicali si adeguano ai testi utilizzati.

Le due cantate di Bigaglia e di Gabrielli sono presentate nella versione originale per voce e basso continuo, mentre la cantata di Leo è stata elaborata con l’aggiunta di una sinfonia, tratta dalle triosonate di Leo, e con l’aggiunta dei due violini di accompagnamento.

Assieme alle composizioni vocali il programma comprende una sonata cinquecentesca a quattro di Aurelio Bonelli, dedicata al nome di Irene e una breve composizione di Stephen Foster (compositore americano di fine ‘800) per violino solo, anch’essa dedicata al nome di Irene.

Una triosonata per due violini e basso continuo di Arcangelo Corelli completa il programma.

NOTE

THE ARTISTS UNITE – Palazzo Petrignani, Amelia Umbria – 17 Maggio/31 Maggio

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Graph. a cura di Maria Paoluzzi