Un viaggio selvatico e politico nel cuore delle aree interne
Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente. Vito Teti, La restanza
Esiste un’Italia che si misura in chilometri di silenzio, in paesi che resistono alla sottrazione lenta di abitanti, servizi, futuro.
È l’Italia delle aree interne, margine geografico e insieme centro simbolico di una crisi che è demografica, economica, ma soprattutto culturale.
In questo spazio fragile e ostinato si inserisce Ritorno al tratturo, il documentario di Francesco Cordio (prodotto e distribuito da Own Air) che presenteremo il 16 maggio in prima visione alla presenza del regista.
Un’opera che sceglie il passo lento della transumanza per interrogare il presente: non nostalgia, ma una forma alternativa di contemporaneità.
IL PROGRAMMA
Amelia (TR)
SALA COMUNALE F. BOCCARINI
(P.zza Augusto Vera, 10)
Sabato 16 maggio – ore 21.00
RITORNO AL TRATTURO
Regia di Francesco Cordio
Con Elio Germano, Filippo Tantillo
Documentario – Italia, 2026, 54’
Sarà presente il regista Francesco Cordio
Ci sono luoghi in Italia dove per arrivare a scuola o in ospedale servono ore di viaggio. Dove non c’è rete né segnale.
Sono le aree interne: 60% del territorio, 13 milioni di persone, un quarto della popolazione. Vivere qui è difficile, sognare di più.
Eppure, qualcosa si muove. Contadini, allevatori, artigiani, piccoli imprenditori, studenti: restare nelle aree interne oggi significa costruire nuove comunità, reti locali come alternativa a un modello di sviluppo che divora risorse, consuma suolo, inquina, produce ricchezze per pochi e miseria per tanti.
Sono il senso di fare le cose insieme contro il pensiero dominante che vuole che ognuno si salvi da solo.
Tanto più sulle montagne arrotondate del Molise, traversate per millenni da un flusso costante di animali ed esseri umani lungo il tratturo, un grande fiume verde largo un centinaio di metri e lungo centinaia di chilometri che per secoli ha messo in comunicazione le popolazioni d’Europa con quelle del Mediterraneo. Un’esperienza nomade che ne ha modellato profondamente l’identità.
Le persone incontrate in questo viaggio ci parlano di mobilità e leggerezza, manualità e ricerca dell’essenziale e, nel loro fare quotidiano, si prendono cura di questi luoghi bellissimi e custodiscono quella biodiversità da cui dipende il futuro della nostra specie.
La colonna sonora è affidata a Luca Bussoletti, con il brano Vento – scritto con Leonardo Polla De Luca e cantato da Lavinia Mancusi, cantante e polistrumentista radicata nella musica popolare, che ha collaborato con Eugenio Bennato, Alessandro Mannarino e Francesco Guccini.
NOTE
Ingresso con tessera OV 2026 e sottoscrizione. Info Fulvio: Tel. 3291244550
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Un luogo non è mai solo “quel” luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati. Antonio Tabucchi


