Camille

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Se si dimostrerà buono e manterrà la promessa, conosceremo il paradiso.

Camille Claudel

Astra Lanz

con musiche di Arturo Annecchino ed elaborazione live di Michele Fiori

Un’opera di Camille Claudel al centro di un appartamento è per la sua forma simile a quelle pietre curiose che collezionano i cinesi, una sorta di monumento al pensiero interiore, il germoglio di un’idea da cui si propagano tutti i sogni. Paul Claudel

LUGNANO IN TEVERINA (TR)

CASALE ARTURO ANNECCHINO

Vocabolo Grotteria n. 135

SPECIAL EVENT

Venerdì 29 marzo – ore 21.00

Camille

Arturo Annecchino – Michele Fiori – Astra Lanz

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

In una prospettiva sinergica che mescola arte, teatro e vita, la performance teatrale Camille – ideata ed interpretata da Astra Lanz, con musiche di Arturo Annecchino ed elaborazioni live di Michele Fiori – è tratta dalle lettere scritte dalla scultrice francese Camille Claudel (1864-1943), prima e durante l’internamento in manicomio dove ha trascorso gli ultimi trent’anni della sua vita.

Questo epistolario rappresenta un viaggio non tanto nella sua storia quanto nel suo mondo interiore attraverso le sue passioni, i confitti, le sue modalità di reagire alla vita.

Camille è un caleidoscopio di immagini che ne vivifica la memoria, l’umanità, la bellezza e il daimon potente, esuberante e tragico della creazione artistica. 

(Lavalze:  from Martina Sciucchino)

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IMPIANTO AUDIO HOLOS: Ricerca elettroacustica di Fabio BRUGNOLI

La riproduzione OLOFONICA del Suono in 3D: aggiunge alla riproduzione Stereo la IIIª dimensione del Suono Naturale, la Profondità.

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Camille Claudel

Vivere qui mi causa un soffrire tale da impedirmi di restare umana. Non riesco più a tollerare gli strepiti di tutte queste creature, la nausea mi attanaglia. Tutte le cose che ho fatto valgono ben più del concludere i miei giorni come un numero in una casa di cura, ho diritto a ben altro.

(Camille Claudel, 2 febbraio 1927. Lettera alla madre dal sanatorio di Montdevergues)

Nata in un piccolo villaggio della Francia nord-orientale nel 1864, Camille, fin dalla tenera età manifesta le sue inclinazioni per l’arte e un talento innato nel plasmare l’argilla.

Incoraggiata dal padre ma in contrasto con la madre e con l’opinione comune dell’epoca, che vorrebbe le donne avviate esclusivamente al matrimonio nel totale sacrificio di qualsivoglia aspirazione personale, si trasferisce con la famiglia a Parigi dove prende lezioni di scultura.

Il suo insegnante Alfred Boucher scrive di lei: “Questa signorina non è soltanto bellissima, ma è dotata di una straordinaria immaginazione e di una incredibile creatività. Dovresti vederla scolpire: è come se l’argilla o il marmo seguissero gli ordini delle sue dita delicate”.

È lo stesso Boucher, sempre più impressionato dal talento di Camille, a presentarla allo scultore Auguste Rodin. L’artista, che ha 43 anni e un legame stabile con una donna, si innamora immediatamente di Camille e scrive nel suo diario: “Camille possiede un fascino assoluto e una totale dedizione alla scultura, nulla di strano che non appena io abbia posato il mio sguardo su di lei tutto il resto mi sia sembrato privo di vita. Camille è la vita stessa”.

Camille entra nell’atelier del maestro nel 1884 e ne diventa allieva, collaboratrice, amante, modella e musa. Nasce tra i due scultori una relazione molto tormentata che segnerà profondamente i due artisti.

Intorno agli anni 1892-93, e dopo la fugace avventura con il musicista Debussy, il rapporto tra Camille e Rodin comincia ad entrare in crisi. Il dramma di un aborto e la partenza del fratello Paul inducono la scultrice a liberarsi definitivamente dalla influenza del maestro. Segue il periodo del distacco.

Camille si installa in un proprio atelier e continua per diversi anni una produzione notevole di sculture, ma nel contempo diventa preda di disturbi mentali con manie di persecuzione che la porteranno all’isolamento e alla distruzione di un gran numero di sue opere.

Con il consenso dei famigliari, viene prelevata a forza il 10 marzo 1913 nel suo atelier di “Quai Bourbon” a Parigi e trasferita in un manicomio dove trascorrerà gli ultimi trenta anni della sua esistenza umiliata e abbandonata da tutti. Camille Claudel, muore all’età di settantanove anni, il 19 ottobre 1943.

Un che di mancante mi tormenta incessantemente. Camille Claudel

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Astra Lanz

Formatasi presso il Lee Strasberg Theatre & Film Institute di New York, Astra Lanz ha frequentato laboratori di alta specializzazione (con Anna Strasberg, Mauro Avogadro, Valerio Binasco, Mamadou Dioumè, Yves Lebreton, Malou Airaudo) e frequentato corsi di danza classica con insegnanti della Royal Academy di Londra.

Ha lavorato per il teatro, il cinema e la tv, comparendo tra l’altro nel ruolo di “Suor Maria” in Don Matteo.

Oggi, in collaborazione con l’associazione “Agharti” conduce laboratori teatrali a Reggio Emilia, Procida e in provincia di Sondrio dove, in collaborazione con Civica Scuola di Musica e DDDance School di Chiavenna ha curato gli spettacoli “Gocce D’Inverno” “Shakespeare R-Evolution” e “Pagina 121, Righe 11 e 12 – Studio sulle opere di Anton Čechov”. Ha creato il laboratorio “Compagnia della noce” per i detenuti della Casa circondariale di Sondrio.

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NOTE

DATO IL NUMERO LIMITATO DI POSTI PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA:

CEL. 3356532092 (LARA) – 3291244550 (FULVIO) – 3492133591 (ROBERTA)

ENTRATA CON TESSERA OV 2019 E SOTTOSCRIZIONE
INDICAZIONI per arrivare:

Il casale è situato a circa metà strada tra Lugnano in Tev. e Attigliano. Per chi arriva da Lugnano in Tev: stradina bianca 4 km ca. sulla dx. Mentre per chi proviene da Attigliano: 5,5 km sulla sx


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