Water Plays

Tre performance sull’acqua

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(Opera pittorica: Gianni Dessì)

Oltre il Visibile è lieta di presentare la prima edizione della rassegna teatrale Water plays – Tre performance sull’acqua: tre attrici, Valentina Valsania, Claudia Coli, Viola Graziosi e tre registi, Graziano Piazza, Luchino Giordana, Ester Tatangelo, si incontrano intorno ad uno stagno per esplorare tre storie note ribaltandone la prospettiva.

Giovanna d’Arco, Il Piccolo Principe e Aiace sono narrati da un punto di vista femminile, una riflessione sul senso del sacro nell’ottica di una connessione dell’uomo alla Terra e alla propria voce naturale.

La rassegna, nata da un’idea di Arturo Annecchino e Maurizio Lucarelli, vuole praticare possibilità alternative di spettacolo dal vivo, spazi performativi e modalità di fruizione non convenzionali, che favoriscano un contatto diretto tra artisti e spettatori, tra uomo e natura.

“Water plays” si svolgerà, con il Patrocinio del Comune di Lugnano in Tev., il 2 e 3 settembre presso l’Anfiteatro dello Stagno, sito nell’area privata circostante il casale di Arturo Annecchino nella campagna di Lugnano in Teverina, uno spazio ideato e a lungo accudito dallo stesso maestro, in collaborazione con Maurizio Lucarelli, che da anni ne seguono la realizzazione e il lento processo di sviluppo e integrazione con la natura spontanea.

Quattro proiettori teatrali a led e una valigia sonora, per diffondere le drammaturgie musicali di Arturo Annecchino, costituiranno l’esclusivo supporto tecnico alle performances e saranno alimentati da energia solare.

Ogni sera, a fine spettacolo, spettatori e pubblico, sulle pietre di un antico lavatoio, appena sopra lo stagno, circondati da vegetazione naturale e accompagnati dal suono dell’acqua che scorre,  consumeranno un pasto cucinato con i prodotti degli orti della campagna circostante e festeggeranno la luna e le stelle.

 

STAFF

Comitato direttivo e organizzativo: Arturo Annecchino, Maurizio Lucarelli, Fulvio Di Dio, Roberta Boccacci, Lara Maroni

Artisti: Claudia Coli, Luchino Giordana, Viola Graziosi, Graziano Piazza, Ester Tatangelo, Valentina Valsania

Scene, costumi, suono e illuminazione: Maurizio Lucarelli, Isabella Sensini, Valentina Territo, Francesco Cordio, Mauro Santacroce, Filippo Barracco

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 IL PROGRAMMA

LUGNANO IN TEVERINA (TR)

 Anfiteatro dello Stagno

 Vocabolo Grotteria n. 135

 

 2 settembre – ore 19.30

 GIOVANNA D’ARCO – LA RIVOLTA

site specific Water Plays

di Carolyn Gage

Traduzione Edy Quaggio

Regia Luchino Giordana ed Ester Tatangelo

Con Valentina Valsania

Musiche Arturo Annecchino

Giovanna d'Arco-la rivolta_terra -foto Angelo Maggio

(Foto: Angelo Maggio)

Vincitore del Lambda Literary Award in Drama, The second coming of Joan Of Arc/ Giovanna d’Arco – la rivolta è il testo d’esordio di Carolyn Gage, drammaturga, performer, regista e attivista.

Il testo, che sarà rappresentato per la prima volta in Italia, fa rivivere Giovanna d’Arco, che ritorna per raccontarci in prima persona la sua infanzia, l’adolescenza, le sue esperienze con i più alti livelli della Chiesa, dello Stato e delle armate militari. Giovanna d’Arco ha condotto alla vittoria un esercito a diciassette anni. A diciotto è stata l’artefice dell’incoronazione di un re. A diciannove si è scagliata contro la Chiesa Cattolica e ha perso.

In “Giovanna d’Arco – la rivolta” Giovanna è anoressica. Un’adolescente in fuga da un padre violento e alcolizzato, da un destino di moglie e madre, che già aveva segnato la madre e la sorella. Giovanna muore per il diritto di indossare abiti maschili, è una ribelle, irriverente, più scaltra dei suoi giudici, impenitente e incrollabilmente fedele alla propria visione.

Giovanna ritorna per condividere la sua storia con le donne contemporanee. Racconta la propria esperienza e smaschera la brutale misoginia che sta dietro le istituzioni maschili. Trasformare la vergogna in orgoglio, il dubbio su sé stessa in convinzione militante, e l’odio per sé stessa in un’esplosione di rabbia verso un sistema determinato a mettere le donne l’una contro l’altra, ma soprattutto contro sé stesse.

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A seguire – ore 21.30

IL GONG E LO STAGNO

Mantra gong e acqua per una meditazione di pace

Conduce Prem Singh

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 3 settembre – ore 19.30

 PICCOLOPRINCIPE.EC

primo studio – site specific Water plays

Adattamento di Ester Tatangelo in collaborazione con Claudia Coli

Tratto dal racconto originale di Antoine de Saint-Exupéry

Con Claudia Coli

Regia Ester Tatangelo

Musiche di Arturo Annecchino

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Il Piccolo Principe ha una Rosa, il Piccolo Principe ha una Rosa e tre vulcani di cui uno inattivo, il Piccolo Principe ogni mattina spazza i camini dei suoi vulcani, anche di quello inattivo, e dà da bere alla Rosa ed estirpa i semi di baobab che sono piante troppo grandi e toglierebbero spazio alla Rosa, ‘ché il  Piccolo Principe vive in un pianeta molto piccolo, un piccolo pianeta perso nella Galassia. Il Piccolo Principe si sente solo sul suo pianeta perso nella Galassia e, dopo un lungo viaggio attraverso gli asteroidi 325, 326, 327, 328, 329, 330, arriva sulla Terra in cerca di amici. Il Piccolo Principe cerca gli uomini sulla Terra, ma di uomini sulla Terra non ne incontra se non uno, l’aviatore, incontra un serpente, un roseto, una volpe. Il Piccolo Principe e il Serpente, il Piccolo Principe e la Volpe, il Piccolo Principe e l’Aviatore diventano amici e grazie ai nuovi amici il Piccolo Principe capisce quanto gli manchino i vecchi, il Piccolo Principe capisce che lo spazio del suo cuore  è occupato dalla Rosa e che ora, dopo il lungo viaggio, il Piccolo Principe è solo sulla Terra e la Rosa è sola sul Pianeta dei tre vulcani. 

Piccolo principe.ec nasce a Lugnano, su un’antica vasca di pietra tra gli alberi, site specific per la rassegna Water Plays – Tre performances sull’acqua. Lugnano segna la prima tappa di un progetto, nato e pensato in uno spazio non convenzionale, con l’intenzione di contaminare con la sua radice sperimentale anche spazi teatrali.

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Ore 21.30

 AIACE

 di Ghiannis Ritsos

Con Viola Graziosi

Regia Graziano Piazza

Costumi Valentina Territo

Musiche di Arturo Annecchino

Aiace Segesta

In ogni pozzo e dentro di noi c’è una bella donna annegata, una donna annegata che non vuol morire, e non so neppure cosa significhi” – Aiace

Una donna, forse una proiezione, un miraggio? Un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell’eroe, dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo, nella domanda di un’assenza, nello sguardo lontano di un incomprensibile suicidio. Pian piano la donna riveste i panni dell’eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. Non più moglie e madre e amante muta e impotente, ma eroina dei nostri giorni.

L’Aiace di Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta greco, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica. L’eroe non c’è più. Gli dei non ci sono più. Nel mettere in scena oggi questo testo ho voluto capovolgerne le parti per interrogare il lato femminile, sensibile dell’eroe, quella voce muta che finalmente arriva al centro della scena e prende parte alla battaglia del vivere.

Dramma interiore di quanto al di là del genere il mito ci abita, ci muove, ci sorprende nelle piccole pieghe quotidiane della nostra esistenza contemporanea, ci permea di grandezza e di impotenza nello stesso tempo. L’Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall’impotenza della “normalità”, di ciò che gli altri gli impongono di essere. Un Uomo che combatte le sue vicende quotidiane,  teso verso un percorso mitico, ma a cui il destino fa compiere azioni ridicole, nello sforzo ossessivo di difendere i propri trofei, a costo della vita e che, infine, scopre la liberazione di perdere ogni cosa.  Qui Aiace abita la voce della donna per  rivelarle che è sufficiente un passo per raggiungere l’altra riva, dove sono i pioppi tranquilli e il fiume bianco. Lei si pone in ascolto, ricorda, parla, comprende, prende posizione. Si perdono i confini di genere e di spazio vitale, l’uomo e la donna si fondono, non è più chiaro chi abita e chi è abitato.

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BIGLIETTI

posto unico: € 10,00

posto unico due spettacoli: € 15,00

posto unico tre spettacoli: € 25,00 

socio sostenitore: € 50,00

(la rassegna è interamente autoprodotta, è possibile sostenere i costi di produzione acquistando il biglietto in prevendita, posto unico o socio sostenitore)

BOTTEGHINO

Dato il numero limitato di posti è consigliata la prenotazione. 

Info, prenotazione e prevendita: 3291244550 – 3492133591

I biglietti dovranno essere ritirati entro 15 minuti dall’inizio degli spettacoli.

  NOTE

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Per accedere al teatro è necessario percorrere un sentiero in discesa, si consigliano abiti comodi, scarpe chiuse, una giacca di tela per la sera e un cuscino per godere più comodamente degli spettacoli.

L’anfiteatro naturale è situato a circa metà strada tra Lugnano in Tev. e Attigliano. Per chi arriva da Lugnano in Tev: stradina bianca 4 km ca. sulla dx. Mentre per chi proviene da Attigliano: 5,5 km sulla sx

 Una volta lasciata la macchina, ecco il sentiero che scende al meraviglioso Anfiteatro naturale:

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