SEMI VUOI BENE2

Dal 19 ottobre al 4 novembre 2022 al Museo Orto Botanico di Roma – l.go Cristina di Svezia , dalle 10 alle 18

SEMI VUOI BENE2 è il seguito di un progetto che nasce dalla precedente mostra e da SEMidei, presentata nel 2019, 2020 e 2021 a Roma e a Viterbo, e che prosegue le riflessioni sul mondo imperscrutabile dei semi, simbolo di totalità, nascita, crescita e divenire, per ampliarle a quelle più generali della salvaguardia dell’ambiente: gli artisti, dunque, invitano a ripensare al rapporto che ognuno di noi instaura ogni giorno con l’habitat in cui vive attraverso piccoli gesti quotidiani di rispetto, amore e responsabilità. In mostra una serie di opere di Alberta Piazza che, in questa fase del progetto, predilige nelle sue tele l’utilizzo di colori minerali e argille con pigmenti colorati; Sergio Vecia invece implementa il macro-mondo dei semi con nuove narrazioni e visioni.

Alberta Piazza e Sergio Vecia” tendono, con la loro ricerca artistica, a recuperare un’unità con la parte primordiale dell’universo, con i cicli della terra e la capacità rigenerativa della vita, osservando ed indagando elementi piccoli, all’apparenza inerti e immobili ma che hanno sempre accompagnato l’uomo nel corso della storia. I semi sono l’inizio e la fonte di ogni vita, simbolo di crescita ed evoluzione genetica, espressione della diversità e della moltitudine, della natura e della cultura. Autentiche macchine del tempo biologico, in essi sono scolpite le tracce di millenni di adattamento naturale, variando dimensioni, architettura esterna ed interna, durezza e forma in base ai cambiamenti climatici e delle specie. Ma sono anche incarnazione della coltura che li ha forgiati, convergenza tra intelligenza umana e intelligenza naturale, organismi sofisticati che contengono passato e futuro: il seme proviene dalla pianta che non vedi più, e porta in sé quella che non vedi ancora, recita un detto indiano.

Alberta Piazza conosce il trascorrere delle stagioni, la vita che muore e si rigenera: con le sue stesse mani ne accarezza la preziosità e l’inevitabilità per la sopravvivenza, ad ogni levar e sparire del sole. Opera con frammenti e radici, semi nascosti, legni e terre: li avvolge per custodire memorie e sapienze, ne snoda le storie lente e persistenti, ne racconta il lungo fragile andare. Su ogni tela e carta Alberta copre e conserva, rileva tracce e imprime segni, in un processo continuo e circolare di dissoluzioni e apparizioni: alterna materiali caduchi, reversibili e disintegrabili, che percorrono storie e viaggi nel tempo e nello spazio, riproduce suoni ancestrali di eterni voli. Con estrema accuratezza ricerca i minimi elementi, ne amplifica colori e forme attraverso un processo di sacralizzazione che lascia intravedere nuovi mondi e nuove vite da percorrere. Con l’atto di coprire e, allo stesso tempo, di portare in superficie, l’artista ci traghetta verso le origini remote dell’esistenza, tramandando riti di conoscenze e culture perpetuate nei secoli.”
Alberta Piazza, veneziana, completa la sua formazione professionale a Milano, frequentando l’Accademia delle Belle Arti di Brera. È stata per molti anni art director nel settore pubblicitario a Milano e a Roma. Ha partecipato a numerose mostre in ambito nazionale e internazionale. Vive e lavora tra Roma e l’Umbria.
Alberta Piazza inizia il processo creativo con la trasformazione della tela stendendola sulla terra nei boschi per 3-4 mesi in inverno. La pioggia, il vento e il passaggio degli animali oltre a elementi naturali che sposta nel tempo, lasceranno una traccia a cui si ispirerà nel momento creativo. Passa quindi al lavoro pittorico tracciando, segnando e conservando in un processo continuo e circolare di dissoluzioni e apparizioni.Alterna materiali caduchì, reversibili e disintegrabili. Trasporta direttamenteall’interno dell’opera una gran varietà di semi autoctoni. Li avvolge e nasconde insieme a foglie e bacelli e ricrea intorno a loro un ambiente che ritiene ideale con elementi naturali: carta, pigmenti colorati, ossidi, argilla e terra, tracce di sezioni di tronchi e corteccia di alberi, foglie lavorate dagli insetti. Aggiunge radici, pistilli, frammenti.La tela così trasformata in elemento organico e portatrice di vita, è pronta per essere messa a dimora nella terra e comiciare un nuovo ciclo vitale.
Tra le principali esposizioni e residenze: 2021 1° premio Nuove Proposte – Premio Adrenalina 6.0 / 2020 Human Perceptions, CoGalleries – Berlino / 2019 Paper Art International , Berna (Svizzera) / SEMIDEI Doppia Personale, galleria Il Laboratorio – Roma e Orto Botanico della Tuscia- Viterbo / Rospigliosi Art Prize – Zagarolo Roma 2018 RAW Rome Art Week 2017 Riarteco Cosenza, Roma, Pesaro, Siena, Genova, Milano / TINY Biennale – Temple University Roma 2016 RAW Rome Art Week / ABSTRACTA villa Comunale di Frosinone / ART Expo Genova – Palazzo Stella 2015 Lembi aperture e profanazioni – SET – Roma / Pigneto Città Aperta – TUBA – Roma Atelièr Aperti Pigneto – Roma 2013 Residenza a Metaponto – Pisticci (Matera) /Affordable Art Fair – Macro “La Pelanda” Roma 2012 Premio Nocivelli – Brescia 2011 Selezione “Mostra Nuova Percezione Visiva” – Palermo / Collettiva Arte Moderna – Firenze / Arte Moderna Centro Culturale Franco Italiano Espace Cosmopolis – Nantes (Francia) 2010 1° premio di pittura Lions Club per l’Arte Contemporanea / Finalista Rassegna di Arte Contemporanea “La nave e il mare” – Satura Art Gallery -Genova / Prima mostra sulla “Micronarrazione e Libro d’Artista” – INART – Roma / Extempore – Castello Orsini Bomarzo – Viterbo 2008 Nuove tendenze dell’Arte – Monaco di Baviera / “Visione #00” – INART – Roma.

Sergio Vecia rielabora le sue scoperte attraverso il mezzo fotografico: osserva con stupore, affascinato dalla misteriosa ed ineffabile presenza e dagli enigmi di forme quasi estranee ed aliene. Ne comprende l’immaginifica forza primaria ed elementare, racchiusa e cristallizzata, pronta, secondo un preciso piano accuratamente progettato, ad esplodere e svilupparsi. Dispone ogni seme, piccolo o grande, variamente irto di diversità, sotto il flusso continuo della luce: sospeso in una dimensione intermedia, ogni seme si svela, rivela le trame della sua complessità, mantenendo intatto e preservato il segreto della vita che scorre. Ogni scatto è un gioco di eterei bagliori che, nelle ombre, dichiarano esseri dormienti: pazientemente attendono mutamenti e passaggi, sospendono processi vitali o controllano i geni che li caratterizzano, solo perché affiori, immancabile, l’esistenza. Con necessità di sondare le infinite varietà, quasi come a rispondere ad una esigenza di catalogazione, Vecia indossa una lente invisibile, rivelando ai nostri sensi suoni e profumi, movimenti e cadenze, in una concertazione di danze ancora inespresse, fino a coincidere egli stesso come una parte del tutto.
Il processo fotografico che genera le fotografie di Sergio Vecia avviene in un contesto silenzioso e solitario. I semi sono poggiati sopra superfici ossidate naturalmente, ognuna delle quali crea un tessuto diverso e in continua evoluzione . La tecnica che viene usata è quella del Light Painting, cioè del disegnare con la luce. Questa tecnica viene utilizzata in un luogo buio o quasi, lasciando aperto l’otturatore della fotocamera e illuminando il soggetto con una singola sorgente luminosa con più “pennellate di luce”, per un tempo complessivo diverso per ogni singolo seme che può variare da due a venti minuti.Per questa tecnica, usa lampade di piccola dimensione, utilizzate come un pennello per produrre effetti su la fotografia disegnandola mettendo in risalto le peculiarità del soggetto da riprendere. La difficoltà di questa operazione, consiste, nel lavorare al buio, nel dover immaginare il risultato finale composto da una serie di “passaggi” sul soggetto fotografato non potendolo vedere come una normale fotografia. Quindi, è Il percorso della luce nel tempo che crea le immagini .Il momento decisivo per interrompere la serie di pennellate, è un fatto esclusivamente percettivo e intuitivo. Nel fotografare questi semi, questi complessi e meravigliosi gioielli, ho la sensazione, nel buio del mio studio, di poter comunicare con la sorgente della nostra vita.
Tra i principali premi e progetti: realizzazione del Libro Exempla di poesia ed immagini insieme due autori / realizzazione del libro 20×13 Fotografia e Poesia / primo premio concorso cortometraggio Filmare con La Giostra / premio al Concorso Corti Filmare / primo premio al Concorso corti Roma 2009 / finalista con il cortometraggio Indagine 345 al Concorso corti Roma / Collettiva fotografica Roma Euritmia / Premio al I°Premio Fotografia Genova Saturarte 2010 / Collettiva Genova Il giallo 2010 / Premio al Genova biennale d’arte 2011 / terzo premio Fotografia Satuarte 2011 / Finalista Spazio Ottagoni 2011 / Finalista collettiva Art Prize 2011 / Premio al Concorso Biblioteca Angelica Oltre il Libro 2016 / SEMIDEI – Spazio Il Laboratorio 2019 Roma / SEMIDEI- Orto Botanico della Tuscia-Viterbo 2020 – SEMI VUOI BENE ex Cartiera Latina Roma 2021 / SEMI VUOI BENE Orto Botanico di Roma 2022.