La Terra è di tutti

  •  
  •  
  •  
  •  

Evento rimandato a seguito del Dpcm 4 marzo 2020

Una speranza nell’aria: seminare il futuro

Non permettere che io tagli alcun albero senza una sacra necessità… Concedimi di piantare sempre alberi, perché gli Dei guardano con benevolenza coloro che piantano alberi lungo le strade, in casa, nei luoghi sacri, agli incroci… (Antica preghiera lituana)

«Cambiamento climatico. La finestra si chiude nel 2030» (IPCC, 2018). Questa frase segna un punto di svolta: per la prima volta una istituzione scientifica di scala planetaria ha posto un limite così netto e ravvicinato. Occorre agire, ed in fretta.

La coesistenza con la terra è come un ballo, dice John Chester, regista e sceneggiatore (con Mark Monroe), oltre che protagonista (con Molly Chester), di La fattoria dei nostri sogni (USA, 2018).

Intende la terra che si coltiva, e che in italiano scriviamo con la minuscola. Eppure, alla fine del film verrebbe da intendere anche Earth, in italiano Terra con la maiuscola.

I successi più grandi iniziano sempre con le idee più folli. Quella di John e Molly Chester era di lasciare il loro appartamento di Santa Monica per trasferirsi in una grande fattoria di campagna. Ma non una qualsiasi. Una fattoria da fiaba.

Un luogo in cui coltivare, allevare e vivere in perfetta armonia con la natura, seguendo i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale.

Un sogno divenuto realtà e che i due hanno personalmente documentato per ben otto anni, dando vita a questo documentario autobiografico, diventato un piccolo grande caso cinematografico negli Stati Uniti.

E se alla fine del film esplode un applauso liberatorio e commovente capiamo che il film ha fatto centro: è uno dei più belli degli ultimi 20 anni. Da proiettare nelle scuole: la terra è una, è di tutti come la galassia che risplende lassù e ci trascina nel moto dell’Universo.

Poi c’è La donna elettrica (Francia, Islanda, Ucraina, 2018), una donna che lotta contro un’industria locale che sta compromettendo la vita degli abitanti: è una insegnante di musica e una donna in guerra. Cosa combatte? Tutto ciò che devasta la sua terra, l’Islanda, anzi la madre Terra di cui non sappiamo cogliere i segnali, sempre più forti, di malattia.

Lei fa quello che può, per i più, istituzioni, governo, polizia è un’anonima ecoterrorista, pericolosa perché mina accordi economici molto fruttuosi di fronte ai quali la bellezza “pura” di quel paesaggio non conta nulla.

Benedikt Erlingsson, il regista di La donna elettrica ha detto di avere capito grazie a queste storie che i diritti della natura e quelli umani dovrebbero essere messi sullo stesso piano.

Infine, con Le ricette della signora Toku (Giappone, 2015), Sentaro, Toku e Wakana, si incontrano quando i ciliegi sono in piena fioritura. I loro percorsi sono molto differenti, eppure le loro strade si incrociano negli stessi paesaggi.

Oltre la solitudine e la sventura, la regista Kawase indica la possibilità di guardare in alto, al di sopra dei ciliegi, dove gli affetti, la malattia e anche la morte sembrano rientrare nel ciclo dell’esistenza che si rinnova continuamente. Come la natura con l’alternarsi delle stagioni.

Le ricette della signora Toku viene così decritto dalla regista: “I ciliegi in piena fioritura ci ricordano la morte. Non conosco nessun altro albero i cui fiori sbocciano in maniera così spettacolare e i cui petali si spargono improvvisamente in maniera altrettanto affascinante. Sarà questa la ragione che sta dietro alla fascinazione tutta giapponese per la fioritura dei ciliegi? Sarà questo il motivo per cui vediamo in loro un riflesso delle nostre esistenze?

++++++++++++++++++

Fin dalle origini il destino degli uomini è stato associato a quello degli alberi con legami talmente stretti (quasi ancestrali) che è lecito chiedersi che cosa ne sarà di un’umanità che sta brutalmente spezzando questi legami.

In questo percorso, in questa rassegna, non parliamo di fantascienza, ma di un futuro possibile e, soprattutto, dell’unico futuro in cui potremo sopravvivere su un pianeta in armonia con tutte le forme viventi.

L’iniziativa è collegata alla campagna Regala un albero alla tua città – Combatti i cambiamenti climatici (22 feb. – 6 marzo), lanciata dal Circolo Legambiente Amelia in collaborazione con l’associazione Arcobaleno – Pianeta Verde Amelia, il PeR – Il Parco dell’Energia Rinnovabile e l’associazione Lattemiele, per acquistare alberi autoctoni da piantare in aree naturali del Comune di Amelia. 

Info: https://facebook.com/events/s/regala-un-albero-alla-tua-citt/606523970167196/?ti=cl

E a M’illumino di Meno (Caterpillar e Rai Radio2), la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, che quest’anno cade il 6 marzo 2020 ed è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi. 

Info: https://www.raiplayradio.it/articoli/2017/11/Millumino-di-Meno-5f36dba8-24f8-4480-9235-080b2db021de.html

++++++++++++++++++++

AMELIA (TR)

BIBLIOTECA COMUNALE LUCIANO LAMA

SALA CONTI PALADINI

Largo Caduti delle Stragi di Nassiriya e Kabul, 1

Venerdì 6 marzo – ore 21.00

LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI

Regia di John Chester

Con John Chester, Molly Chester

 USA, 2018, durata 91 min. – v.o.sott.it.

L’incredibile storia vera di John e Molly Chester, coppia in fuga dalla città per realizzare il sogno di una vita, quello di costruire dal nulla un’enorme fattoria su 200 acri al di fuori di Los Angeles, seguendo i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale.

Tra mille difficoltà, momenti esaltanti e cocenti delusioni, i due protagonisti impareranno a comprendere i ritmi più profondi della natura, fino a riuscire nella loro formidabile impresa.

2018 – Palm Springs International Film Festival: Premio del pubblico al miglior documentario; 2018 – American Film Institute Fest: Premio del pubblico al miglior film; 2019 – Boulder Film Festival: Gran premio della giuria per il lungometraggio.

All’inizio ci facemmo una promessa. Avremmo vissuto in perfetta armonia con la natura. John Chester

—————————

Sabato 7 marzo – ore 21.00

LA DONNA ELETTRICA

Regia di Benedikt Erlingsson

 Con Halldóra Geirharðsdóttir, Jóhann Sigurðarson, Davíð Þór Jónsson, Magnu´s Trygvason Eliasen, O´mar Guðjo´nsson

Francia, Islanda, Ucraina, 2018, durata 101 min. – v.o.sott.it.

Accolto con entusiasmo alla 71ª edizione del Festival di Cannes, La donna elettrica è una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento.

La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande…

Già regista dell’acclamato Storie di cavalli e di uomini, Benedikt Erlingsson colpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza.

“Uno dei film più interessanti, originali e ribelli dell’ultimo anno di cinema”. http://www.ehabitat.it

Non sono una criminale, sto soltanto cercando di mettere fine ad un crimine contro di noiHalla

—————————

Domenica 8 marzo – ore 18.00

LE RICETTE DELLA SIGNORA TOKU

Regia di Naomi Kawase

Con Kirin Kiki, Masatoshi Nagase, Kyara Uchida, Miyoko Asada, Etsuko Ichihara.

Giappone, 2015, durata 113 min. – v.o.sott.it.

Sentaro gestisce una piccola panetteria in cui serve dorayakis – dolci ripieni con pasta dolce di fagioli rossi (“an”). Quando una vecchia signora, Tokue, si offre di dare un aiuto in cucina, Sentaro, accetta a malincuore. Ma Tokue dimostra di avere una magia nelle mani quando si tratta di fare gli “an”. Grazie alla sua ricetta segreta, il piccolo negozio fiorisce presto… E con il tempo, Sentaro e Tokue apriranno i loro cuori per rivelare vecchie ferite.

Basato sull’omonimo romanzo di Durian Sukegawa, il film di Naomi Kawase si inserisce perfettamente nel percorso della regista giapponese che, abbandonata dai genitori da piccola, ha sempre inserito nelle sue pellicole la costante della ricerca o della scoperta del sé, anche facendo uso del registro fantastico o metafisico e attingendo a storie e leggende che appartengono alla tradizione giapponese.

Il film è stato scelto per aprire la sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2015. La pellicola è stata inoltre presentata nella sezione Contemporary World Cinema del Toronto International Film Festival 2015.

Noi siamo nati per osservare e ascoltare questo mondo; è solo così che, anche senza riuscire nella vita, possiamo trovare, possiamo davvero trovare, un senso alla nostra esistenza. Toku (Kirin Kiki)

++++++++++++++++++++

NOTE

Ingresso con tessera OV 2020 e sottoscrizione
Graph. Silvia Pagliaricci

+++++++++++++++++++++

C’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa. (Warren Buffett)

+

Nella vita bisogna fare tre cose: fare un figlio, scrivere un libro, piantare un albero. (Detto zen)

+

Alberi,

eravate frecce

cadute dall’azzurro?

Che terribili guerrieri vi scagliarono?

Sono state le stelle?

(Federico García Lorca)


  •  
  •  
  •  
  •