DEA

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Il corpo vivente della Dea Madre

O Venere dal soglio | Variopinto, o germoglio | Di Giove, eterno; o d’amorosi furti | Artefice: a te supplico: di rea | Cura e d’angoscia non gravarmi, o Dea.

  [Saffo poetessa greca antica (624 -569 a.C.) da A Venere, 1863, fr. 1]

Le voci di Filio Sotiraki, cantante greca e Pepe Quirós, cantaor accompagnano la DEA, la avvolgono col loro respiro, le danno la vita

Dea è uno spettacolo multidisciplinare, un viaggio di immagini, musica, canto e danza che ci immerge nel cosmo della Grande Madre.

Dalle profondità, dal caos, emerge la madre, la donna onnipotente, questa divinità femminile che esprime l’interminato ciclo di nascita e morte, per farci conoscere all’uomo, per guidarci sulla strada delle nostre proprie emozioni.

Amelia (TR)

Chiostro di San Francesco

P.zza Augusto Vera, 10

Sabato 29 giugno – ore 21.30

DEA

Canto – Filio Sotiraki

Canto – Pepe Quirós

Danza – Laura Tabanera

Chitarra, buzuki – Luca De Luca

Sul palcoscenico la ballerina con la sua danza, in interazione con il canto e la musica dal vivo… musica che percorre dalla Spagna alla Grecia, come in un rituale di rivelazione che ci mette in contatto con il nostro essere più profondo, con la nostra radice primitiva

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FILIO SOTIRAKI

Di origini greche, cantante, insegnante di musica, canto e pianoforte, ricercatrice vocale. Vincitrice del premio internazionale “Pegaso d’Oro” al talento artistico, premio consegnato il 2002 presso il Teatro Olimpico di Roma. Nel 2007 pubblica l’album “Methexis” sotto l’etichetta Heliconia e Assafa Music. Da 2007 fino oggi ha realizzato numerosi concerti ai Festival di musica di Mediterraneo.

LAURA TABANERA

Laura Tabanera si accosta all’arte del flamenco all’età di quattro anni, diplomandosi a vent’anni in Arti Drammatiche alla Scuola Reale di Arti Drammatiche di Madrid; laureata in Storia Dell’Arte presso l’Università di Madrid. Ha iniziato la sua carriera di danzatrice sotto la guida di Vicente Fuentes e del coreografo Pablo Molero, con lo spettacolo “A vista de pájaro”, che ha avuto l’onore di essere selezionato fra i quattro finalisti della prima Competizione di Coreografia di Madrid.

È danzatrice e attrice con la compagnia La Farándula, ed ha recitato in tre film brevi, ha collaborato in progetti incentrati sul Flamenco con Juana María Palafox, e con i musicisti e ballerini Isira Makuloluwe e Florencia Pivel.

Artista completa con un solido background nel campo del teatro e nella danza, ha formato nel 1993 una propria compagnia di danza, la “Compañia de Laura Tabanera”, comprendente artisti differenti per età, provenienza geografica, e formazione artistica. Da allora la compagnia non ha mai smesso di esibirsi con successo in Spagna e all’estero, con turné in Francia, Germania, Italia, Giappone, Portogallo, Svizzera e Turchia.

PEPE QUIRÓS

Inizia lo studio del canto da giovane, ma quasi dall’inizio il flamenco è il suo interesse principale. La sua carriera professionista inizia come cantaor del Grupo Duende, da questo momento comincia a viaggiare con spettacoli come Persecución o Lamento por García Lorca. Insieme al chitarrista Ramón Vallejo lavora con la compagnia Embrujo per diversi anni e con la ballerina Nella Gonzalez. Conosce Laura Tabanera, con cui si sposa: da questo momento inizia la collaborazione in tutti i progetti della ballerina.

Luca De Luca

Si interessa particolarmente alle sonorità del Mediterraneo orientale, con particolare riguardo per la musica rebetika. Per tal motivo inizia a studiare il bouzouki greco tetracordo con Dimitris Kotsiouros. Nel 2015 entra a far parte dell’ensemble Musaica, con cui pubblica l’omonimo disco nel 2018 e suona sul palco di importanti rassegne e festival nazionali, come “Pifferi, Muse e Zampogne” (Arezzo), “Ethnos Festival Generazioni” (San Giorgio a Cremano), “Arcipelaghi sonori” (S. Cesareo sul Panaro), Musicultura (Macerata). Con Musaica nel 2017 partecipa alle finali del Premio Andrea Parodi.

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Il Sole, focolare di tenerezza e vita, | Versa amore bruciante alla terra estatica, | E stesi nella valle noi sentiamo | Che la terra è nubile e trabocca di sangue; | Che il suo seno immenso, gonfiato di un’anima, | È amore come dio, è carne come donna, | E in sé racchiude, pregno di raggi e linfa, | Il vasto brulicare di tutti gli embrioni! | E tutto cresce, e tutto sorge! | – Venere, oh Dea!

[Arthur Rimbaud, da Credo in Unam, vv. 1-9, 1992]

Entrata con tessera OV 2019 e sottoscrizione

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In copertina un’opera dell’artista americana Meinrad Craighead, decisamente poco conosciuta nel nostro paese. Il suo interessante lavoro pittorico nasce da una profonda esperienza di relazione interiore con se stessa e col mondo naturale. L’archetipo della Grande Madre è il tema che viene declinato, con molteplici sfaccettature, in un’originale unione di elementi che attingono a una naturale predisposizione all’animismo, con radici nella sua infanzia e che la avvicina alle culture dei popoli nativi del New Mexico, dove vive.


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