Ciao Gastone

Che cos’è il genio? È fantasia, improvvisazione e velocità d’esecuzione!

omaggio a Gastone Moschin, attore simbolo della commedia all’italiana

“Addio Papà, per me eri tutto.” Emanuela Moschin

Ci lascia in silenzio in una sera di fine estate anche Gastone Moschin, gigante del miglior cinema italiano, ma fedele amante del teatro e del palcoscenico, amato dai registi e dal pubblico per la sua capacità mimetica di “nascondersi” dietro i protagonisti, creando, anche nei ruoli secondari, personaggi memorabili.

È l’indimenticabile architetto Melandri di AMICI MIEI: della fantastica compagnia del film di Mario Monicelli era l’ultimo sopravvissuto e aveva partecipato nel 2010 alle feste di compleanno per quello che resta uno dei capolavori della commedia all’italiana.

Capisce presto che i personaggi negativi, un po’ codardi, un po’ marpioni possono dargli spazio per una vasta gamma di tipizzazioni dell’italiano medio ma il suo vero pigmalione sarà Pietro Germi con SIGNORE E SIGNORI (Italia 1964). Dalla gavetta teatrale ha imparato l’uso disinvolto degli accenti dialettali con una predilezione per la sua lingua madre, il veneziano di Carlo Goldoni (spesso suo cavallo di battaglia in palcoscenico): il trionfo del capolavoro di Germi è anche il suo.

Ma è con AMICI MIEI (Italia 1975) di Mario Monicelli che compie l’opera migliore della sua maturità: eterno bambino, trascinato dal cane e dalla moglie fino alla rovina, disegna un personaggio indimenticabile.

In questa breve rassegna omaggio, nella quale interverranno diversi illustri ospiti, ci sarà spazio anche per un tributo ad “Amici miei” (quello vero!).

Infatti, diversamente da quanto voluto dallo stesso Moschin, il funerale del Perozzi, che chiude “Amici miei”, raccoglie appena poche decine di persone: e così, a distanza di trentacinque anni, Firenze decide di fare il suo omaggio a una delle pellicole nelle quali si sente meglio rappresentata e lo fa girando nuovamente la scena del funerale, questa volta con una partecipazione di oltre mille persone chiamate a raccolta in piazza Santo Spirito per un funerale onirico e surreale. 

Con L’ULTIMA ZINGARATA – Un funeralone da fargli pigliare un colpo! (Italia 2011) raccontiamo (collegato con noi il regista Federico Micali) anche di come è nata e si è sviluppata l’idea de “L’ultima zingarata”, di come sia riuscita a coinvolgere Mario Monicelli e Gastone Moschin, e di come abbia smosso una città riuscendo alla fine ad arrivare alla 67° Mostra del cinema di Venezia.

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Venerdì 6 ottobre – ore 21.00

SIGNORE E SIGNORI

Un film di Pietro Germi

Con Franco Fabrizi, Olga Villi, Virna Lisi, Beba Loncar, Gastone Moschin

b/n durata 120 min. – Italia, Francia 1965

Interviene Vincenzo Policreti, scrittore

Suddiviso in tre episodi. Quattro vitelloni vengono accusati di aver messo incinta una minorenne: il processo verrà messo a tacere con l’aiuto delle autorità religiose del paese. A una festa un uomo riesce a sedurre la moglie di un amico facendogli credere di soffrire d’impotenza. L’amore clandestino tra un uomo sposato e una giovane cassiera sarà stroncato per salvaguardare l’unione coniugale.

Gran Prix al 19° Festival di Cannes – Nastro d’Argento a Moschin per l’interpretazione.

La commedia più nera e graffiante di Germi è un film di inalterata attualità e di sorprendente modernità. Marianna Cappi, MyMovies

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Sabato 7 ottobre – ore 21.00

AMICI MIEI

Un film di Mario Monicelli

Con Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Duilio Del Prete, Adolfo Celi

durata 140 min. – Italia 1975

Intervengono: Marzia Ubaldi – Emanuela Moschin, attrici

Nino Rinaldi, storico del cinema italiano

Cinque professionisti cinquantenni: Perozzi (Noiret), Melandri (Moschin), Mascetti (Tognazzi), Necchi (Del Prete) e Sassaroli (Celi), sono amici inseparabili e burloni scatenati. Le loro avventure le chiamano “zingarate” e si svolgono nei pressi di Firenze. Il dottor Sassaroli ha conosciuto gli altri quattro quando questi, dopo un incidente, sono stati ricoverati nella sua clinica e da allora si è unito al gruppo. Nel loro mirino tutto e tutti (i passeggeri di un treno vengono schiaffeggiati), ma soprattutto il pensionato Righi, bersaglio dei loro lazzi perfino a un funerale.

Affidato ad alcune “maschere” della commedia all’italiana il film è una galleria esilarante di scherzi (alcuni diventati proverbiali) e di battute.

Concepito da Pietro Germi, venne però diretto da Monicelli a causa della prematura morte del collega e amico. Fu un grande successo di pubblico e vinse il David di Donatello nel 1975.

Che cosa è il genio? Fantasia, intuizione, precisione e velocità di esecuzione! Rambaldo Melandri (Gastone Moschin)

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Domenica 8 ottobre – ore 18.00

L’ULTIMA ZINGARATA

UN FUNERALONE DA FARGLI PIGLIARE UN COLPO!

Un film di Federico Micali, Yuri Parrettini

Con Mario Monicelli, Gastone Moschin, Milena Vukotic, Chiara Rapaccini, Maurizio Scattorin

Docu-fiction, durata 70 min. – Italia 2011

Interviene il regista Federico Micali

Il film racconta la genesi e la realizzazione del cortometraggio “L’Ultima Zingarata”, remake della celebre scena finale di “Amici Miei”, con il funerale del giornalista Giorgio Perozzi, alias Philippe Noiret, celebrato così come auspicò l’attore Gastone Moschin (nel film l’architetto Melandri) per il suo amico Perozzi: “Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli prendere un colpo (…): e migliaia di persone, tutte a piangere, e corone, telegrammi, bande, bandiere, puttane, militari” (da “AmiciMmiei” 1975).

Perla del documentario è l’intervista inedita a Mario Monicelli. Il regista della commedia italiana racconta, tra aneddoti e curiosità sullo sfondo di “Amici Miei”, anche l’origine delle “zingarate”.

Un appassionato documentario che ridà valore al senso di collettività. MyMovies

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Ingresso con tessera OV 2017 e sottoscrizione
Graph Roberta Boccacci