Everybody Knows

Omaggio al più grande poeta in musica del nostro tempo

   “Per sua natura, una canzone deve muovere da cuore a cuore”.

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Vi ringrazio per aver compiuto il vostro dovere/custodi del bello, guardiani del vero/sono io ad aver torto e voi ad avere ragione/scusatemi se appesto l’aria con la mia canzone“. 

A Singer Must Die (Leonard Cohen, 1974) 

Leonard Cohen è morto nel sonno la mattina di lunedì 7 novembre 2016: a 82 anni il cantautore canadese aveva appena dato alla vita il quattordicesimo album (in studio), You Want It Darker, che è anche il suo testamento spirituale, come si conviene a chi vive, scrive e sente con le antenne del visionario.

L’artista sapeva sarebbe potuto essere il suo lavoro finale. Presentandolo, aveva dichiarato: Ho ancora del lavoro da fare… ma mi sento pronto a morire. Spero non sia troppo doloroso, per me è la cosa che più conta. La vicinanza alla morte è una grande occasione. Sono una persona molto ordinata e mi piace tirare le redini se posso, se inizio una cosa voglio finirla con tutto me stesso.

Ha disegnato intuizioni e visioni esistenziali, offrendoci alcune tra le poesie musicali più metafisiche, trascendentali e spirituali della seconda metà del novecento.

Ci mancherà, ma da oggi gli saremo ancora più grati di esserci stato. L’ultima intervista, profetica, poetica e lapidaria, al New Yorker: I am ready to die. I hope it’s not too uncomfortable. That’s about it for me.

 “Un nomade dell’anima, che nella meditazione trova una strada laica, o meglio umana. Perché, tra metafore colte e citazioni sacre, Cohen canta le piccole cose dell’uomo. Quindi nulla di più terreno ma al contempo di più inafferrabile ed eterno. Ci siamo tutti trovati, metafore a parte, a rifletterci a specchio in domande troppo grandi per comprendere ed elaborare i nostri dolori e le nostre gioie. Magari stretti in un usato impermeabile blu, all’angolo di un’altrettanto usata città. A guardare l’inverno che passa, a raccogliere i frammenti di un’amicizia finita, di una solitudine quieta, di un amore infedele che, ormai, è quello che è.” Enrico de Angelis

Noi continueremo a tenere viva la sua memoria, da oggi con più dolore: questo il nostro piccolo omaggio: ti aspettiamo.

 Tutti attendiamo il momento in cui potremo abdicare, svestirci di questi abiti da re, abbandonare il trono di queste vite.

Nessuno vuole le vesti del re. Tutti vogliamo essere nudi l’un l’altro, perché è il modo migliore per dare se stessi.

(Leonard Cohen, 1992)

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

 

Venerdì 9 dicembre – ore 21.00

EXOTICA

Un film di Atom Egoyan

Con Mia Kirshner, Bruce Greenwood, Don McKeller, Elias Koteas, Victor Garber

 Durata 104 min. – Canada 1994 – v.o.sott.it.

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Toronto. Allo strip club Exotica si incontrano e incrociano le vite di personaggi diversi che, spesso, frequentano il locale per alleviare e dimenticare dolori più grandi. È il caso di Francis Brown (Bruce Greenwood), che tenta di annegare il lutto per la moglie e la figlia tra le sensuali spogliarelliste. Svilupperà un rapporto particolare con Christina (Mia Kirshner).

“Personaggi stravaganti, atmosfere morbose, narrazione antilineare. Uno dei film più affascinanti di Egoyan”. (FilmTV)

Le canzoni di Leonard Cohen hanno lasciato un’impronta profonda in numerosi film: memorabile l’uso di Everybody Knows in quest’opera.

Presentato in concorso al 47º Festival di Cannes, ha vinto il Premio FIPRESCI

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 Sabato 10 dicembre – ore 21.00

LEONARD COHEN: I’M YOUR MAN

Un film di Lian Lunson

Con Bono, Nick Cave, Julie Christensen, Adam Clayton, Jarvis Cocker, Leonard Cohen, Larry Mullen Jr., The Edge

Durata 98 min. – USA 2005 – v.o.sott.it.

Prima del film letture di alcuni scritti di Leonard Cohen a cura di Helmut Schulze, poeta e traduttore

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Leonard Cohen: musicista scrittore, poeta, autore di colonne sonore, eclettico personaggio che ha fatto della ricerca spirituale un leit-motiv creativo, fino a dedicarsi alla meditazione buddista.

Alcune sue canzoni, come la celeberrima Hallelujah, vantano numerosissime versioni anche di artisti di pari livello, come Bob Dylan. La sua biografia viene “desunta” dal racconto di amici e colleghi.

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 Domenica 11 dicembre – ore 18.00

LEONARD COHEN – SONGS FROM THE ROAD

Un film di Edward Sanders

Durata 93 min. – USA 2010

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Songs on the Road racchiude un estratto delle sue performance dal vivo in un itinerario che ha toccato quasi tutto il mondo (ben 84 paesi). Questo film non è soltanto un tributo alla vena artistica di Cohen come uomo di palco, ma anche un tributo alla sua costante popolarità a livello mondiale.

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2016 e sottoscrizione 

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Graph a cura di Roberta Boccacci

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La poesia è la prova della vita. Se la tua vita arde, la poesia è la cenere.

 

C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.

 

Ho imparato, scrivendo canzoni, che più si è intimisti più si parla di temi universali. I sentimenti di una persona diventano quelli di tutti.

 

Il vero amore non lascia tracce

Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai
Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve
Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell’aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli
E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano.

Photo of Leonard Cohen