Living Arts

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Stupefatte sospensioni tra arte e vita

synecdoche-new-york[1]

Partiamo con Banksy does New York (2014), il recente documentario sull’artista rivoluzionario che ci racconta uno dei suoi progetti più famosi.

Il 1° ottobre 2013 diede vita ad un’idea unica nel suo genere: con la sua arte avrebbe personalizzato, giorno dopo giorno, una location non preannunciata di New York, scatenando per 31 giorni una caccia al tesoro delle sue opere, sia online che per le strade.

Con installazioni che abbracciano tutti e cinque i distretti di New York, includendo una combinazione di stencil graffiti, scultura, video e performance, Banksy ha toccato un’ampia gamma di temi come i salari nei fast food, la crudeltà sugli animali nell’industria della carne, le vittime civili in Iraq e l’ipocrisia del mondo dell’arte.

Per passare allo stupefacente Synecdoche, New York (2008), protagonista Philip Seymour Hoffman, che fa crescere il rimpianto per la sua scomparsa e che qui sembra dettarci il suo testamento artistico.

Charlie Kaufman, sceneggiatore da Oscar (“Being John Malkovich”, “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”), ha preso la macchina da presa in mano e ha pensato di raccontare New York, filtrandola attraverso la sua mente e la sua arte (e forse la sua vita). O viceversa. È la storia della crisi di un artista, il sogno di una vita che assomiglia alla famosa favola raccontata da un idiota: parla della fragilità delle ambizioni umane, dei nostri invalicabili limiti, delle costrizioni del corpo e dei voli pindarci dell’anima. Parla dell’unica certezza del nostro percorso: per quanto siano diverse le strade che prendiamo per arrivarci, la meta è uguale per tutti.

“Siamo tutti attori in cerca di un regista nel mondo di Kaufman, protagonisti volontari del suo circo dell’assurdo. In questa pellicola dal fascino ipnotico, forse triste ma mai deprimente, l’autore sceglie il complice migliore che potesse trovare: Philip Seymour Hoffman – un gigante della recitazione, che non finiremo mai di rimpiangere – onora per l’ennesima volta la sua arte, esprimendo senza pudori il dolore dell’anima e l’imbarazzo del corpo di un personaggio così (im)perfettamente umano.”

Amelia – Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Sabato 24 ottobre – ore 21.00

BANKSY DOES NEW YORK

Un film di Chris Moukarbel

Documentario, Usa 2014, 79 min., v.o.sott.it.

Lo scorso ottobre, quando lo street artist Banksy ha rivelato di risiedere a New York, ha lasciato una vera e propria caccia al tesoro tra fan curiosi, mancati collezionisti d’arte e, naturalmente, poliziotti. Con la videocamera del cellulare pronta a riprendere, tutti volevano conquistare un pezzo dei suoi effimeri lavori prima che venissero distrutti o, peggio, rimossi per guadagno.

Chris Moukarbel analizza la reazione del pubblico di una velocità senza precedenti e segue il percorso dei lavori creati segretamente da Banksy e resi pubblici in tutta la città: dal lower East Side fino a Staten Island, da Williamsburg a Willets Point. Il documentario è prodotto da HBO.

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 Domenica 25 ottobre – ore 18.00

SYNECDOCHE, NEW YORK

Un film di Charlie Kaufman

Con Philip Seymour Hoffman, Samantha Morton, Michelle Williams, Catherine Keener, Emily Watson

durata 124 min. – USA 2008 – v.o.sott.it.

A Schenectady, New York, la vita del regista teatrale Caden Cotard è giunta a un punto morto. La moglie Adele lo ha lasciato per andare a Berlino a fare la pittrice portandosi dietro la loro figlioletta Olive. Un nuovo rapporto con la seducente e schietta Hazel è finito prima di cominciare. E una malattia misteriosa blocca ogni funzione autonoma del suo corpo. Inquieto nel vedere la sua vita che se ne va, decide di trasferire il suo teatro in un vecchio magazzino di New York e di mettere in scena con i suoi attori una celebrazione della vita quotidiana. Ognuno di loro dovrà ricostruire nella finzione la propria vita in un ambiente che imita quello della città reale che continua a espandersi.

“Portando alle estreme conseguenze la poetica felliniana della bella confusione di ‘8 1/2′, Charlie Kaufman, scrittore per Jonze e Gondry, firma un film magnifico in cui confonde i piani temporali e morali raggiungendo un fascino che si rispecchia nell’espressione tumefatta del grande Philip Seymour Hoffman che morirà davvero dopo aver recitato il testo di Miller. Il film è anche eccessivo ma di esplosiva fantasia intellettuale nel chiedersi chi e come vince nella sfida all”OK Corral’ tra vita e finzione. Ma si può organizzare lo spettacolo della propria vita? Il quesito stesso è la forza del film capolavoro che strizza cuore e meningi.” (Maurizio Porro, ‘Corriere della Sera’, 19 giugno 2014)

“Fascinoso, lancinante, non dimenticabile”. Federico Pontiggia, Il Fatto Quotidiano, 21 giugno 2014

 Miliardi di persone nel mondo e nessuna comparsa, ognuno protagonista della sua storiaPhilip Seymour Hoffman

NOTE

Entrata con tessera OV 2015 e sottoscrizione

Graph Luigia Stefanucci

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