Music in the Wind

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IL CINEMA (A VOCAZIONE INDIPENDENTE) DI ALAN PARKER:

TRA INFERNO E PARADISO A TEMPO DI MUSICA

Sono molto sospettoso della gente che fa film solo per i festival. Il film più difficile da fare è un film che abbia integrità creativa e raggiunga un pubblico ampio.

È morto venerdì 31 luglio a Londra all’età di 76 anni il regista britannico Alan Parker: ne ha dato annuncio la sua famiglia, dichiarando che il cineasta è venuto a mancare “dopo lunga malattia”.

Nato a Islington, Londra, nel 1944, come molti altri aspiranti registi britannici tra cui Ridley Scott, Parker inizia la sua carriera nella pubblicità, portando poi quello stile diretto e senza fronzoli nei suoi film che sono un successo dietro l’altro: dagli anni ’70, quando realizza la sua pellicola culto Midnight Express (Fuga di Mezzanotte) che rimane impressa nell’immaginario di diverse generazioni, fino all’ultimo lavoro nel 2003, The Life of David Gale, una riflessione sulla pena di morte e la sua fallibilità con Kevin Spacey e Kate Winslet come protagonisti.

Parker aveva un senso spiccato per la musica nei suoi film: ha rinvigorito il genere del musical, ampliandolo in lavori come Fame (Saranno famosi), The Wall ed Evita con Madonna e ha realizzato molte pellicole di successo contraddistinte da potenti colonne musicali.

Tutti i film hanno in comune l’aspirazione dei protagonisti alla libertà, intesa quale mezzo non barattabile, per fuggire dal malessere, per amare e per non sentirsi complici del disprezzo.

Rappresentano una forma di elevazione e riscatto che si abilita in molti modi, quando il disagio satura le vite spesso rassegnate su impervi labirinti in cui la sorte ha posto i personaggi, o molto più semplicemente raffigurano la volontà redentrice di qualcuno entrato da solo nei claustrofobici grovigli.

Alan Parker se n’è andato proprio il giorno in cui proiettavamo The Commitments, ma siamo certi che il suo stile e senso dell’immaginario diverranno oggetto di studio e continuità. Perché ha dimostrato, quando c’è l’ispirazione giusta, che con il cinema si può ballare. Con la musica nel vento.

Da sinistra, l’attore Nicolas Cage, il regista Alan Parker, l’attore Matthew Modine, il produttore Alan Marshall e il musicista Peter Gabriel posano per una foto dopo la conferenza stampa del loro film “Birdy” al palazzo del festival durante il 38° Festival di Cannes il 12 maggio 1985 (AP Photo / Michel Lipchitz).

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AMELIA (TR)

BIBLIOTECA COMUNALE LUCIANO LAMA

SALA CONTI PALADINI

Largo Caduti delle Stragi di Nassiriya e Kabul, 1

Rassegna – Parte I

Giovedì 17 settembre – ore 21.00

FUGA DI MEZZANOTTE

Regia di Alan Parker

Con John Hurt, Brad Davis, Randy Quaid, Bo Hopkins, Irene Miracle, Paolo Bonacelli.

Gran Bretagna, 1977 – 121 min. – V.M. 18 – v.o.sott.it.

In vacanza a Istanbul, Billy Hayes si fa convincere da un tassista a comprare un paio di chili di hashish e prova a passare la frontiera. Naturalmente lo fermano e comincia per lui un’odissea allucinante all’interno delle galere turche con violenze fisiche e psicologiche. L’uccisione del direttore della prigione gli offre però un’inaspettata possibilità di fuga.

Venne presentato in concorso al 31º Festival di Cannes e ricevette sei candidature ai Premi Oscar 1979, aggiudicandosi due statuette per la sceneggiatura di Stone e la colonna sonora di Giorgio Moroder. Molto apprezzata fu anche l’interpretazione dell’attore Brad Davis, premiato con un Golden Globe per il miglior attore debuttante: per il giovane interprete il premio significò l’ascesa fra le maggiori star del momento.

È strano che un popolo di porci non mangi il maiale. Billy Hayes (Brad Davis)

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Venerdì 18 settembre – ore 21.00

Saranno famosi

Regia di Alan Parker

Con Lee Curreri, Irene Cara, Eddie Barth, Laura Dean, Antonia Franceschi, Boyd Gaines, Albert Hague

USA, 1980 – 134 min. – v.o.sott.it.

A New York, alcuni studenti della High School of Performing Art vengono seguiti durante un anno di intenso studio: le audizioni e le lezioni (scolastiche e di vita) si intrecciano agli amori, alle delusioni e alle speranze di chi sogna un posto in prima fila nel mondo dello spettacolo.

Ottime alcune coreografie (di Louis Falco) e alcune canzoni (“Fame” vinse l’Oscar, così come la colonna sonora di Michael Gore). Il film ha dato il via all’omonima serie televisiva.

Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama, ma queste cose costano ed è esattamente qui che si incomincia a pagare, col sudore. Lydia Grant

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Sabato 19 settembre – ore 21.00

Birdy – Le ali della libertà

Regia di Alan Parker

Con Matthew Modine, Nicolas Cage, Karen Young, John Harkins, Bruno Kirby

USA 1984 – 120 min. – v.o.sott.it.

Presentazione a cura di Giuseppe Fiorenzano, DIRETTIVO OLTRE IL VISIBILE

Reduce dal Vietnam, con la faccia sfigurata dalle ustioni riportate in combattimento, il sergente Al Columbato trova ad attenderlo in patria una delicatissima missione: tentare di salvare dal baratro della follia il suo vecchio amico d’infanzia Birdy. Quest’ultimo, in realtà, non era mai stato equilibrato: fin da ragazzino, vessato da una madre insopportabile e strepitante, Birdy nutriva un’ossessiva passione per gli uccelli e sognava di poter imitare il loro volo. Gli orrori del Vietnam gli hanno dato il colpo di grazia e la sua mente sembra definitivamente persa in un mondo di fantasie. Sarà l’amico Al a restituirgli il sorriso.

La pellicola ha ricevuto il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 1985.

… si sono presi il meglio di noi, siamo tutti e due da manicomio; insomma non ci siamo entrati per niente nel fabbricare le nostre vite, cazzo! Ero sempre stato tanto sicuro che sarei stato me stesso e che nessuno mi avrebbe fatto far niente che non volevo, e adesso eccomi qui. Ti finiscono con un congedo o mettendoti nell’elenco dei caduti: non ha importanza quanto sei o eri speciale; mi sento come uno di quei cani che non voleva nessuno, ricordi? Nicolas Cage

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Domenica 20 settembre – ore 18.30

Pink Floyd – The Wall

Regia di Alan Parker

Con Bob Geldof, Christine Hargreaves, James Laurenson, Eleanor David, Kevin McKeon

Gran Bretagna 1982 – 99 min. – v.o.sott.it.

Dopo aver attraversato il disumano sistema scolastico britannico, un ragazzo diventa una rockstar fragile e instabile. Trova conforto solo nella folla dei suoi ammiratori.

La prima parte del film è un’autobiografia dello sceneggiatore e bassista della band Roger Waters: suo padre fu un integerrimo maestro elementare che morì prematuramente durante la seconda guerra mondiale, quando Roger aveva soli cinque mesi. La seconda parte del film invece, è dedicata al chitarrista Syd Barrett, che abbandonò i Pink Floyd a causa di gravi problemi di schizofrenia, spesso aumentati dall’uso eccessivo di droghe, in particolare LSD.

Il film è stato presentato fuori concorso al 35º Festival di Cannes.

Together we stand … divided we fall. Pink (Bob Geldof)

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Rassegna – Parte II

Giovedì 24 settembre – ore 21.00

ANGEL HEART – ASCENSORE PER L’INFERNO

Regia di Alan Parker

Con Mickey Rourke, Charlotte Rampling, Robert De Niro, Pruitt Taylor Vince, Lisa Bonet

USA, 1987, 113 min. – v.o.sott.it.

Negli anni ’50 l’investigatore Harry Angel riceve da un misterioso gentiluomo l’incarico di rintracciare il cantante Johnny Favorite, dimesso da una clinica sotto falso nome e sparito nel nulla.

La pellicola è liberamente tratta dal romanzo Falling Angel di William Hjortsberg del 1978 e acquistò un inaspettato successo, divenendo un film di culto.

Anche la critica accolse positivamente la pellicola, le interpretazioni dei protagonisti Rourke e De Niro, definendolo uno dei migliori film horror mai realizzati, nonché uno dei massimi esempi del genere neo-noir.

Sa cosa dicono, signor Angel? Che nel mondo non c’è sufficiente religione per far sì che gli uomini si amino, ma abbastanza per far sì che si odino.

Harry Angel (Mickey Rourke) e Louis Cyphre (Robert De Niro)

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Venerdì 25 settembre – ore 21.00

Le ceneri di Angela

Regia di Alan Parker

Con Robert Carlyle, Ciaran Owens, Emily Watson, Pauline McLynn, Joe Breen

USA, Gran Bretagna 1999 – 145 min. – v.o.sott.it.

Frank McCourt, è nato e cresciuto in America, ma il suo sangue è irlandese. La storia di una famiglia narrata da uno dei protagonisti, un viaggio attraverso l’Irlanda degli anni ’30. La miseria e la povertà visti con lo spirito di un bimbo, senza ipocrisie o false verità.

Il soggetto è tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Frank McCourt, e rispecchia in maniera estremamente drammatica e realistica le condizioni di privazione e sofferenza di molte famiglie in quegli anni. Notevole la fotografia in grigio-verde del collaboratore di sempre Seresin, e della musica di John Williams.

2000 – Grammy Award: Miglior composizione strumentale a John Williams; 2000 – Irish Film and Television Awards: Miglior film, Migliori costumi a Consolata Boyle. 2000 – Karlovy Vary International Film Festival: Premio del pubblico a Alan Parker. 2000 – London Critics Circle Film Awards: Attrice britannica dell’anno Emily Watson.

Un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora. Frank McCourt

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Sabato 26 settembre – ore 21.00

Evita

Regia di Alan Parker

Con Madonna, Antonio Banderas, Jonathan Pryce

USA 1996 – 133 min. – v.o.sott.it.

Presentazione a cura di Attilio Faroppa Audrino, scrittore

L’azione prende le mosse dalla morte di uno dei personaggi più discussi del secondo dopoguerra: Eva Peron, ex attrice e moglie di Juan Domingo Peron, il leader populista che, a più riprese, ha tenuto il potere in Argentina negli anni Quaranta e Cinquanta. Morta nel 1952 a soli 33 anni Evita aveva saputo condizionare in modo incredibile il favore della masse meno abbienti garantendo così il potere al marito.

Il brano You Must Love Me è stato composto apposta per la versione cinematografica e premiato con un Oscar per la migliore canzone.

1997 – Golden Globe: Miglior film commedia o musicale; Miglior attrice in un film commedia o musicale a Madonna; Miglior canzone (You Must Love Me) a Andrew Lloyd Webber e Tim Rice.

Ho solo un’ambizione personale: che il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Perón, di me si dica questo: c’era, al fianco di Perón, una donna che si era dedicata a trasmettergli le speranze del popolo. Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiamava con amore: Evita.

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Domenica 27 settembre – 18.30

THE LIFE OF DAVID GALE

Regia di Alan Parker

Con Kevin Spacey, Kate Winslet, Laura Linney, Gabriel Mann, Matt Craven, Rhona Mitra.

USA, 2003 – 131 min. – v.o.sott.it.

Il professore dell’Università del Texas David Gale viene ingiustamente condannato a morte per l’omicidio di un collega, contrario come lui alla pena di morte. Gale decide di contattare una giornalista, Bitsey Bloom, che tenterà di dimostrare la sua innocenza.

Nel film Parker, qui al suo ultimo lavoro come regista, invita a riflettere circa la pena capitale e la sua fallibilità, interrogando lo spettatore sul ruolo dell’attivismo e sul confine tra passione ideologica e fanatismo, servendo un paradigmatico finale.

Nel 2003 il film è stato nominato per l’Orso d’oro al Festival di Berlino e per il Premio PFS per i Diritti Umani.

– È successa una cosa molto stupida ieri sera.
– Con preservativo, spero!

David Gale (Kevin Spacey) – Constance Hallaway (Laura Linney)

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2020 e sottoscrizione
Graph. Luigia Stefanucci


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