Mulheres (in)visíveis

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Storia e psiche, oltre l’ideologia: il meglio della cinematografia brasiliana contemporanea

OLTREVISIBILE SUMMER TOUR 2020

DAL 17 LUGLIO FINO AL 15 AGOSTO

AMELIA & DINTORNI

Il Brasile è la somma meravigliosa di ogni possibile contraddizione: in ogni uomo veramente brasiliano scorre un sangue ricco di fermenti europei, africani, indios, meticci, ed è proprio questo che rende il Brasile così magicamente colmo di luci ed ombre, così fragile, allegro, violento, e tuttavia così impossibile da dimenticare.

(Jorge Amado)

Sebbene il Brasile, non quello degli ultimi tempi, di solito evochi samba e gioco del calcio, con ritmi sempre allegri e spensierati, alla ricerca di gioie uditive e visive, il cinema non sembra seguire lo stesso trend. Basti pensare a film come La vita invisibile di Eurídice Gusmão di Karim Aïnouz e Aquarius di Kleber Mendonça Filho, caratterizzati da un tono personale più composto e malinconico.

Se ci sono film, infatti, che lasciano profondamente il segno, uno di questi è Aquarius. In Concorso a Cannes 69, opera seconda del giornalista divenuto cineasta brasiliano Kleber Mendonça Filho, il film è capace attraverso la storia di resistenza di Clara (un’incredibile Sonia Braga) di illuminare il Brasile oggi, senza tralasciarne, anzi, le tante ombre.

Complice la splendida colonna sonora, il film ci offre una tranche de vie genuina e saporita, servita da uno splendido personaggio femminile: una donna come Clara, indomita e sensibile, fiera e combattiva, assertiva e affettiva, non puoi non ammirarla, di più, non amarla.

Come può vivere la sua vita una donna nella Rio de Janeiro degli anni ’50? Quale spazio di libertà e affermazione personale può sperare di avere chi non nasce maschio?

Ambientato negli anni ’50 fino ai giorni nostri, nei quali la presidenza Bolsonaro ha riaffermato le posizioni tradizionaliste e maschiliste della cultura brasiliana, il film di Ainouz La vita invisibile di Eurídice Gusmão (inconfutabile alloro del Certain Regard) deduce la propria prospettiva politica e le proprie posizioni dal racconto, dalla gioia del gesto della narrazione, dalla cura nella ricerca estetica che sottolinea il lavoro sui personaggi, due complesse figure femminili che si confrontano con il tempo più che con la storia, con la psiche e con il corpo più che con l’ideologia.

Karim Ainouz, 54 anni, è regista finora di sette lungometraggi presentati nelle sezioni laterali dei grandi festival, ma anche di documentari, corti sperimentali, installazioni video. Un autore tutto da scoprire, insomma: e che qualche anno fa aveva manifestato al festival di Berlino in favore di Dilma Roussef, così come la troupe di “Aquarius” aveva manifestato a Cannes contro il golpe Temer, tutti nella generale indifferenza degli italiani.

Siamo in Brasile ma potremmo essere ovunque. Ovunque nel mondo dove ieri come oggi – vedi le politiche di Bolsonaro – le donne devono continuare a combattere contro l’invisibilità.

POSTI LIMITATIPRENOTAZIONE SCRIVENDO A: INFO@OLTREILVISIBILE.IT – WHATSAPP: 3291244550 – TEL. 3408164427

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RASSEGNA CINEMA IN GIARDINO – PARTE II

IL PROGRAMMA

AMELIA (TR)

ARENA VERDE MILONGA

Strada Cappuccini, 30

Venerdì 24 luglio – ore 21.30

AQUARIUS

Regia di Kleber Mendonça Filho

Con Sonia Braga, Maeve Jinkings, Irandhir Santos, Humberto Carrão, Fernando Teixeira

Brasile, 2016, durata 140 min. – v.o.sott.it.

Clara, sessantenne ex critico musicale, è nata da una famiglia borghese di Recife, in Brasile. Vive in un palazzo molto particolare, l’Aquarius, costruito negli anni ’40 sull’esclusivo lungomare di Avenida Boa Viagem. Un importante imprenditore ha acquistato tutti gli appartamenti del palazzo ma lei si rifiuta di vendere il suo. Inizia così una guerra fredda tra Clara e la società immobiliare che la tormenta di continuo.

Il film, che è stato selezionato per la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2016, ha generato un acceso dibattito in Brasile a causa delle sue connotazioni politiche, soprattutto perché rilasciato durante il culmine della crisi politica del paese, che il 12 maggio 2016 ha portato alla destituzione del Presidente Dilma Rousseff. Durante il Festival di Cannes il cast del film si è schierato apertamente a sostegno della Presidente destituita.

Intorno al film sono sorte numerose controversie, tra cui la mancata selezione a rappresentare il Brasile nella corsa ai Premi Oscar come Miglior film in lingua straniera, interpretato come possibile atto di ritorsione da parte del nuovo governo.

Aquarius ha conseguito premi importanti, come migliore regia e migliore attrice ai Fenix Awards, i premi assegnati a Città del Messico, dedicati al cinema iberoamericano.

Sono io la vedova di tuo padre, non tu.

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Sabato 25 luglio – ore 21.30

La vita invisibile di Eurídice Gusmão

Regia di Karim Aïnouz

Con Carol Duarte, Júlia Stockler, Gregório Duvivier, Barbara Santos, Flávia Gusmão

Brasile, 2019, durata 139 min. – v.o.sott.it.

La storia di due sorelle, Guida ed Eurídice, due donne complementari, unite e inseparabili, ma che finiranno per essere divise da un destino ingiusto e dalla società patriarcale della Rio de Janeiro degli anni ’50. Entrambe affronteranno un percorso di emancipazione che le porterà a rincorrere i loro sogni senza mai abbandonare la speranza di potersi ricongiungere.

Basato sull’omonimo romanzo di Martha Batalha, caso editoriale in Brasile, il regista Karim Aïnouz gira La vita invisibile di Eurídice Gusmão, vincitore al Festival di Cannes 2019 nella sezione Un Certain Regard, con una fotografia sporca e ‘vera’, senza manierismi di sorta ma assecondando una storia capace di emozionare e coinvolgere semplicemente seguendone gli sviluppi.

La famiglia non è sangue. È amore. Eurídice (Carol Duarte)

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2020 e sottoscrizione

L’arena Verde Milonga (Strada Cappuccini, 30) si trova a 4 chilometri dalla città di Amelia, in un luogo molto tranquillo e sereno, circondato da una vista splendida a 360° della campagna.

La cultura è l’unica ricchezza che i tiranni non possono confiscare.
[A cultura é a única riqueza que os tiranos não podem confiscar]

Proverbio brasiliano

Graph. Roberta Boccacci


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