Beyond The Mafia

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Li chiamavano bravi ragazzi: storie di un immaginario tra realtà e finzione

La mafia è un business come un altro: con la differenza che ogni tanto spara. Mario Puzo

Non c’è alcuna ragione perché il bene non possa trionfare sul male, se solo gli angeli si arruolassero nei ranghi della mafia. Kurt Vonnegut

«La mafia non è un’estranea in questo mondo: ci si trova perfettamente a suo agio. Nell’epoca dello spettacolare integrato, essa appare di fatto come il modello di tutte le imprese commerciali avanzate»: Guy Debord nei Commentari sulla società dello spettacolo del 1988 diceva che in fondo mafia e grande capitalismo funzionano allo stesso modo.

A che cosa pensiamo quando parliamo di mafie? Come nascono le rappresentazioni della criminalità? In che modo realtà e racconto delle mafie si intrecciano nel dar forma a un immaginario in continua evoluzione?

Le organizzazioni criminali negli ultimi decenni sono state protagoniste di una massiccia esposizione mediatica. Modelli, miti e codici si sono adattati e integrati con la società dei consumi e dei mezzi di comunicazione di massa, sono entrati prepotentemente nel cinema, nel web, nel marketing, sino a conquistare il centro della scena.

Un fatto, questo, essenziale per l’analisi e la comprensione del fenomeno mafioso nel suo complesso, poiché stereotipi e rappresentazioni sono per le stesse organizzazioni criminali un potente strumento per affermare la loro esistenza e il loro potere.

La virtualità è la cifra assoluta della finanza. La finanza è la cifra assoluta della contemporaneità. La mafia è la cifra assoluta della finanza.

I protagonisti dei film sulla mafia sono eroi, divi, e criminali al tempo stesso: tormentati e spietati, intelligenti e affascinanti: ecco il nostro viaggio, forsennato e imprescindibile, antropologico e stupefatto, in un mondo in cui la violenza darwiniana della vita contemporanea appare in tutta la sua potente evidenza.

La mafia è stata sempre reazione, conservazione, difesa e quindi accumulazione della ricchezza. Prima era il feudo da difendere, ora sono i grandi appalti pubblici, i mercati più opulenti, i contrabbandi che percorrono il mondo e amministrano migliaia di miliardi. La mafia è dunque tragica, forsennata, crudele vocazione alla ricchezza. Rocco Chinnici

AMELIA (TR)

BIBLIOTECA COMUNALE LUCIANO LAMA

SALA CONTI PALADINI

Largo Caduti delle Stragi di Nassiriya e Kabul, 1

Giovedì 27 febbraio – ore 21.00

SALVATORE GIULIANO

Regia di Francesco Rosi

Con Frank Wolff, Salvo Randone, Renato Pinciroli, Massimo Mollica, Sennuccio Benelli

 Italia, 1962, durata 107 min. – VERSIONE RESTAURATA

Salvatore Giuliano nel secondo dopoguerra forma un esercito separatista che vuole staccare la Sicilia dal resto dell’Italia. Tiene a lungo in scacco i carabinieri, semina il terrore sull’isola e si rende protagonista di molti fatti di sangue come la strage di Portella della Ginestra, quando spara sulla manifestazione dei lavoratori per la ricorrenza del primo maggio. Nel 1950 viene ucciso. Gaspare Pisciotta, ex-luogotenente di Giuliano, che lo ha denunciato, viene assassinato in carcere.

“Un classico del cinema politico, e il miglior film italiano sulla mafia.” (FilmTV)

È il film di Rosi più ambizioso e potente, con pagine non indegne di un Ejzenštejn, come la sequenza della strage dei contadini di Portella della Ginestra (1° maggio 1947) e il pianto della madre di Giuliano al cimitero. La cronaca viene innalzata a storia e si trasforma in tragedia sociale. Scritto con Suso Cecchi D’Amico, Enzo Provenzale, Franco Solinas. Musica di Piero Piccioni. Uscì con il divieto ai minori di 16 anni, tipico esempio di censura politica: si voleva vietare la storia”. Il Morandini

Martin Scorsese lo ha inserito nella lista dei suoi dodici film preferiti di tutti i tempi. Il film è stato inoltre selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

Presentato in concorso al Festival di Berlino 1962, vinse l’Orso d’argento per il miglior regista nonché tre Nastri d’argento: film, fotografia, musica.

Io sono innocente, Portella della Ginestra non so neppure dove si trova.

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Venerdì 28 febbraio – ore 21.00

THE WOLF OF WALL STREET

Regia di Martin Scorsese

Con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler

USA, 2013, durata 180 min. – v.o.sott.it.

Jordan Belfort (Leonardo Di Caprio) di giorno riesce a guadagnare migliaia di dollari che con la stessa velocità sperpera in droga, sesso e viaggi intorno al mondo. Passato dal vendere gelati ad essere il capo di un ufficio di stockbroker, Jordan è avido, ama il potere e ogni forma di eccesso. Mentre conduce la sua attività con metodi alquanti discutibili, vive una burrascosa relazione con la moglie (Margot Robbie) da cui ha due figli. Però negli anni Novanta il suo appetito insaziabile, la dissolutezza e la partnership con il designer di scarpe Steve Madden (Jake Hoffman) gettano il suo nome nel fango.

I broker di Wall Street sono l’evoluzione dei mafiosi di Casinò…” (Cineforum.it).

Ero affascinato dalla loro ignoranza, e volevo sapere perché avevano agito in quel modo. (Martin Scorsese, in un’intervista al South China Morning Post).

2014 – Golden Globe: Miglior attore in un film commedia o musicale a Leonardo DiCaprio.

Mi chiamo Jordan Belfort. L’anno in cui ho compiuto 26 anni ho guadagnato 49 milioni di dollari, il che mi ha fatto molto incazzare perché con altri 3 arrivavo a un milione a settimana. Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio)

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Sabato 29 febbraio – ore 21.00

IL TRADITORE

Regia di Marco Bellocchio

Con Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi

Italia, 2019, durata 148 min.

Tommaso Buscetta, la cui famiglia fu interamente sterminata dai Corleonesi, suoi rivali mafiosi, ha permesso ai giudici Falcone e Borsellino, prima di cadere tragicamente per mano della mafia, di portare alla luce l’esistenza della struttura mafiosa di Cosa Nostra, rivelandone i capi, facendoli imprigionare, svelando le collusioni con la politica, e l’esistenza, con Pizza Connection, del traffico di droga con la mafia italo-americana.

Il film è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar 2020 nella sezione del miglior film in lingua straniera.

2019 – Globo d’oro: Miglior film + Miglior musica a Nicola Piovani. 2019 – Nastro d’argento: Miglior film; Miglior regista; Migliore sceneggiatura; Miglior attore protagonista; Miglior attore non protagonista; Miglior montaggio; Miglior colonna sonora.

Non mi fraintenda, ma ho più paura dello Stato che della mafiaGiovanni Falcone (Fausto Russo Alesi)

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Domenica 1° marzo – ore 18.00

In collaborazione con Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

C’È E SI VEDE

Viaggio tra i beni confiscati alle mafie e alla criminalità in Umbria

Regia di Fabrizio Ricci

Italia, 2019 – durata 23 min.

Presentazione a cura di Giuseppe Fiorenzano, Coordinatore provinciale di Libera Umbria – Direttivo Oltre il Visibile – APS

A seguire:

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE

Regia di Pif

 Con Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé, Antonino Bruschetta

Italia, 2013, durata 90 min.

In città avvenne un evento storico, i palermitani scoprirono che esisteva la mafia e glielo fecero scoprire i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che istruirono il Maxiprocesso.

Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo vent’anni attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso. La mafia uccide solo d’estate è, infatti, una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Sullo sfondo di questa tenera e divertente storia, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni ‘70 e ‘90.

2014 – David di Donatello: Miglior regista esordiente a Pierfrancesco Diliberto; David giovani a Pierfrancesco Diliberto. 2014 – Globo d’oro: Migliore sceneggiatura a Michele Astori, Pierfrancesco Diliberto e Marco Martani. 2014 – European Film Award: Migliore commedia a Pierfrancesco Diliberto. 2013 – Torino Film Festival: Premio del pubblico a Pierfrancesco Diliberto.

Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo, la seconda che avrei dovuto insegnargli a distinguerla. Arturo (Pif)

– Ma la mafia può uccidere anche noi?

– Arturo, tranquillo, ora siamo d’inverno… la mafia uccide solo d’estate.

(Il padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire)

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2020 e sottoscrizione

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