FELLINERIE

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Sotto il segno di Federico Fellini

l’impatto dei suoi film sul cinema contemporaneo

Siamo tutti figli di 8 e ½. Woody Allen

Federico Fellini è il regista che meglio ha rappresentato sullo schermo i sogni e i ricordi, mostrandoci come siano legati indissolubilmente alla magia del cinema e creando uno stile così personale che non può che definirsi tautologicamente “felliniano”, lasciando al mondo un’opera omnia che rimane ancora oggi continuo oggetto di emozioni, studi e retrospettive, come quella appena trascorsa nel centenario dalla nascita.

L’immaginario di Federico Fellini è più vivo e attuale che mai, come dimostra il successo di tante recenti pellicole che si ispirano più o meno direttamente all’universo poetico del grande regista riminese.

E così, oggi, la sua eredità è dappertutto. Con questa rassegna vogliamo restituire una parte, magari minima ma importante, dei temi caratterizzanti la sua opera, indagando il lascito di Fellini nel cinema contemporaneo. Un’impronta tanto forte da aver spinto un’intera generazione di registi americani ed europei (piuttosto differenti fra loro) a specchiarsi e farne un’icona e un modello più o meno dichiarato.

Vogliamo celebrare anche in questo modo il centenario dalla nascita: perché Fellini, fonte d’ispirazione per tanti grandi registi, resta soprattutto patrimonio dell’umanità.

Mean Streets di Martin Scorsese

Il film è un dichiarato omaggio a “I vitelloni”. Scorsese sullo spaccato della sua Little Italy: “È stato Fellini a spingermi verso il mio cinema. Ci sono pochi registi che hanno allargato il nostro modo di vedere e hanno completamente cambiato il modo in cui sperimentiamo questa forma d’arte. Fellini è uno di loro. Non basta chiamarlo regista, era un maestro… decisi di omaggiarlo dando a Harvey Keitel un paio di occhiali simili”.

Reality di Matteo Garrone

Grottesco e doloroso racconto morale sull’Italia contemporanea, un percorso attraverso vizi e distonie della “Repubblica delle antenne”, annichilita nel corso dell’ultimo trentennio dallo strapotere del tubo catodico. Una riflessione sulla deriva culturale del paese, che Fellini aveva affrontato con altrettanta efficacia nel suo splendido Ginger & Fred.

La grande bellezza di Paolo Sorrentino

In questo film, che sarà proposto per l’occasione in versione integrale con 30 min. di scene inedite, Sorrentino si manifesta esplicito continuatore del modello felliniano.

Molti lo paragonano a La dolce vita, ma guardando bene c’è anche moltissimo 8 ½. Guarda caso anche il film del 2013 non è stato lodato all’unanimità e forse anch’esso ha bisogno di un po’ di tempo per essere compreso a pieno. Così come Jep Gambardella cerca di trovare il suo posto in un mondo che gli sembra sempre inadeguato, così anche Guido Anselmi era alla ricerca di una definizione di bellezza, di un ruolo per la bellissima Claudia Cardinale.

American Graffity di George Lucas

Questo film illustra l’influenza della poetica felliniana sul cinema americano: ispirandosi a I Vitelloni, George Lucas raccontò una storia simile ambientandola, però, in California nell’estate del 1962.

Un’opera emozionante, di stampo generazionale, che contribuì ad aprire una nuova stagione del cinema americano all’insegna della libertà drammaturgica, espressiva e autobiografica. Un capolavoro che ha anche rivoluzionato – con Mean Streets di Martin Scorsese – l’uso della musica pop nella narrazione drammatica.

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IL PROGRAMMA

Amelia (TR)

BIBLIOTECA COMUNALE LUCIANO LAMA

SALA CONTI PALADINI

Largo Caduti delle Stragi di Nassiriya e Kabul, 1

Giovedì 6 febbraio – ore 21.00

MEAN STREETS

Regia di Martin Scorsese

Con Robert Carradine, Harvey Keitel, Robert De Niro, Cesare Danova, David Carradine, Richard Romanus

USA, 1973, durata 110 min. – v.o.sott.it.

A New York, un giovane fragile è diviso tra la volontà di fare l’arrampicata sociale con l’aiuto di uno zio mafioso, l’amicizia per un ragazzo stravagante e l’amore per la sua epilettica cugina.

Film profondamente autobiografico, è ambientato nelle strade di Little Italy, dove il regista si è formato, riproducendone l’ambiente italo-americano con la competenza di un antropologo.

Presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 1974, nel 1997 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. National Society of Film Critics Awards 1973: Miglior attore non protagonista (Robert De Niro).

Ci sono due inferni, quello che si può toccare con un dito e quello che si sente nel cuoreCharlie Cappa (Harvey Keitel)

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Venerdì 7 febbraio – ore 21.00

REALITY

Regia di Matteo Garrone

Con Aniello Arena, Loredana Simioli, Nando Paone, Graziella Marina, Nello Iorio

Italia, 2012, durata 115 min.

Luciano è un pescivendolo napoletano che per integrare i suoi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria. Grazie a una naturale simpatia, Luciano non perde occasione per esibirsi davanti ai clienti della pescheria e ai numerosi parenti. Un giorno, spinto dai familiari, partecipa a un provino per entrare nella casa del Grande Fratello. Da quel momento la sua percezione della realtà non sarà più la stessa.

Grand Prix speciale della giuria al Festival di Cannes 2012.

Non abbandonate mai i vostri sogni! Enzo (Raffaele Ferrante)

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Sabato 8 febbraio – ore 21.00

LA GRANDE BELLEZZA

Regia di Paolo Sorrentino

Con Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Pamela Villoresi

Italia, Francia, 2013, durata 167 min. – VERSIONE INTEGRALE

Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e grandezza.

È stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2013. Ha vinto il Premio Oscar come miglior film straniero del 2014, il Golden Globe e il BAFTA nella stessa categoria, quattro European Film Awards, nove David di Donatello (su 18 nomination), cinque Nastri d’Argento e numerosi altri premi internazionali.

La più sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare! Jap Gambardella (Toni Servillo)

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Domenica 9 febbraio – ore 18.00

AMERICAN GRAFFITI

Regia di George Lucas

Con Richard Dreyfuss, Ron Howard, Paul Le Mat, Charles Martin Smith, Cindy Williams

USA, 1973, durata 110 min. – v.o.sott.it.

La storia di formazione di quattro adolescenti durante la loro ultima notte d’estate prima di partire per il college. Un viaggio nostalgico alla riscoperta dei duelli in automobile, dei drive in e dei panorami malinconici dell’America dei primi anni ‘60, accompagnato da una colonna sonora indimenticabile composta dai migliori brani rock ’n’ roll di quell’epoca.

Interpretato da Harrison Ford, Richard Dreyfuss, Ron Howard e Charlie Martin Smith, American Graffiti racchiude lo spirito e il sentimento degli ultimi sguardi innocenti degli Stati Uniti.

Dove eravate nel ’62? Protestino pure i fans accaniti di Guerre stellari, ma American Graffiti resta tutt’ora il miglior film di George Lucas, il più commovente, il più dolce, il più umano”. (SentieriSelvaggi.it)

1974 – Golden Globe: Miglior film commedia o musicale; Miglior attore debuttante a Paul Le Mat. Candidato all’Oscar 1974 per: Miglior Film, Regia, Attrice non protagonista (Candy Clark), Sceneggiatura originale e Montaggio.

Ci sono delle cose che devo fare, devo ancora trovare quella bionda.

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2020 e sottoscrizione
Graph. Luigia Stefanucci


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