Libération

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SACRIFICIO, ATTESA, RESISTENZA

LA BIOGRAFIA DEL DOLORE DI MARGUERITE DURAS

Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è.

Special event per la GIORNATA DELLA MEMORIA 2020

Shoah è una parola ebraica che significa catastrofe, distruzione. Quando il 27 gennaio del 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa aprono i cancelli di Auschwitz, quello che trovano è Shoah.

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria delle vittime della Shoah, che commemora i milioni di morti, mietuti dalla falce della più grande barbarie della Storia.

Ebrei, zingari, omosessuali, oppositori politici del regime, soprattutto comunisti ed anarchici, intellettuali di diversa estrazione: persone indesiderate alla follia nazionalsocialista, a milioni trovarono la morte nelle camere a gas e nei forni crematori di Auschwitz, Dachau, Treblinka, Bergen Belsen, Chelmo e in tutti gli altri campi di concentramento nazisti, nascosti nel cuore dell’Europa.

Testimoniare la catastrofe, per evitare che la catastrofe si ripeta, per non dimenticare i milioni di persone che hanno trovato una morta disumana nei lager, affinché la memoria sia un’arma contro il male che è il fascismo, il razzismo, la sete di sterminio che, purtroppo, non si è placata quel 27 gennaio del 1945.

Ci siamo solo noi ad aspettare ancora; è l’attesa di sempre, l’antica attesa delle donne di tutti i paesi del mondo, che gli uomini tornino dalla guerra. Marguerite Duras

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AMELIA (TR)

BIBLIOTECA COMUNALE LUCIANO LAMA

SALA CONTI PALADINI

Largo Caduti delle Stragi di Nassiriya e Kabul, 1

Lunedì 27 gennaio – ore 21.00

LA DOULEUR

Regia di Emmanuel Finkiel

Con Mélanie Thierry, Benoît Magimel, Benjamin Biolay, Shulamit Adar, Grégoire Leprince-Ringuet

Francia, Belgio, Svizzera, 2017, durata 127 min. – v.o.sott.it.

Presentazione a cura di giuseppe fiorenzano – Interviene Vanni De lucia, attore

Giugno 1944, durante l’occupazione tedesca di Parigi. Marguerite, moglie dello scrittore Robert Antelme, grande figura della Resistenza francese, attende di avere notizie del marito, arrestato dalla Gestapo e forse deportato in un campo di concentramento. Sconvolta dall’angoscia, Marguerite accetta di avere rapporti con un agente francese della Gestapo, Rabier, pur di avere notizie del marito. E quando la guerra finalmente finisce l’assenza di Robert mina poco alla volta la sanità mentale della donna.

“Uno struggente racconto per immagini. Dove memoria e tragedia convivono”. (Cinematografo.it)

Mi sono concentrata sulla donna, una donna che attende il ritorno di suo marito. I film ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale si sono occupati spesso di eserciti, soldati, nazisti e partigiani, lasciando fuori campo le donne e l’inquietudine dell’attesa, sovente lunga ed estenuante. Mélanie Thierry

«Questa donna che attende il ritorno del marito dai campi di concentramento – dichiara il regista Finkiel – faceva eco alla figura di mio padre, una persona che aspettava sempre. Anche quando ebbe la certezza che la vita dei suoi genitori e di suo fratello era finita ad Auschwitz […] Lessi il libro per la prima volta a 20 anni. Ritornando a questa storia trent’anni più tardi per farne un adattamento cinematografico, ho provato la stessa indicibile commozione che provai alla prima lettura. Lo scopo di questo film è quello di rivivere quell’emozione lungo tutto il dispiegarsi degli eventi…»

Il film ha ottenuto 8 candidature ai Premi César e ha rappresentato la Francia agli Oscar 2019 per la categoria miglior film in lingua straniera.

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2020 e sottoscrizione

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