RITRATTI D’ARTISTA

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Eros e Thanatos: pittura, sensualità e scandalo

quando vita e arte diventano cinema

L’arte non può essere moderna. L’arte è primordialmente eterna. Egon Schiele

In questo nostro viaggio si parte dalla storia misteriosa del pittore coreano Ohwon Jang Seung-Ubma, il centro e il motore di Ebbro di donne e di pittura (2002), capolavoro visionario di Im Kwon-Taek, che è riuscito a far rivivere e a convergere in questo film (ormai introvabile) i forti contrasti, la frenesia e i vuoti di un artista incontenibile e geniale.

Ipnotico lo sguardo, perché segue con totale dedizione il gesto convulso del pennello sul foglio bianco, l’attimo della creazione e, al tempo stesso, il placarsi della follia che, anzi, viene trasformata in oggetto visibile. Poco si sa della vita di questo artista. Solo alcuni dettagli sparpagliati attorno ai quali lavorare e da tradurre in segni, immagini e parole che sembrano nascere direttamente dai dipinti, pervasi da un senso d’urgenza e di inspiegabile rabbia.

Per poi passare a Egon Schiele (di Dieter Berner, 2016), film potente ed emozionante sulla vita e l’arte di uno dei pittori più geniali e provocatori del ‘900.

Ammiratissimo da Gustav Klimt, Schiele è stato uno dei maggiori artisti figurativi del primo Novecento, assieme a Oscar Kokoschka massimo esponente del primo espressionismo viennese.

Uomo tormentato e dalla vita breve (morì a 28 anni), realizzò circa trecentocinquanta dipinti e migliaia di acquerelli e disegni, opere caratterizzate da modernissima intensità espressiva al servizio di una introspezione psicologica segnata da un forte disagio interiore.

Per finire con My Italy (di Bruno Colella, 2017), film stralunato e debordante nel quale l’Italia, come entità emotiva più che geografica, è un pretesto per esplorare le mille pieghe dell’arte, della musica, del viaggio, della bellezza, della poesia. In maniera talvolta pretestuosa ma sempre sincera e vitalissima.

Un viaggio senza bussola, alla ricerca dell’arte per l’arte: acrobati sul filo sottile della vita, sempre in bilico tra il genio e la pazzia.

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IL PROGRAMMA

AMELIA (TR)

BIBLIOTECA COMUNALE LUCIANO LAMA

SALA CONTI PALADINI

Largo Caduti delle Stragi di Nassiriya e Kabul, 1

Venerdì 6 dicembre – ore 21.00

EBBRO DI DONNE E DI PITTURA

Regia di Im Kwon-Taek

Con Ye-Jin Son, Ahn Sung-Ki, Ho-jeong Yu

Corea 2002, durata 117 min. – v.o.sott.it.

Il film non è più distribuito in Italia

Film ispirato alla vita del pittore “Ohwon” Jang Seung Up, nato nel 1843 e scomparso nel 1897. Intorno al 1850, Kim Byung-moon salva il giovane Seung-up che sta per essere picchiato da un gruppo di vagabondi. Seung-up è un povero ragazzino straccione che, per esprimere la sua gratitudine a Kim, esegue rapidamente un disegno di straordinaria intensità. Kim osserva attentamente il talento acerbo, ma già straordinario, di Seung-up e lo incoraggia a coltivare il suo dono.

È stato presentato in concorso al 55º Festival di Cannes, dove ha ricevuto il premio per la regia.

Nei miei film non creo uno spazio artificiale per motivi definiti.

Il rispetto è un diritto e un dovere per tutti. Im Kwon-taek

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Sabato 7 dicembre – ore 21.00

EGON SCHIELE

Regia di Dieter Berner

Con Noah Saavedra, Maresi Riegner, Valerie Pachner, Marie Jung, Larissa Breidbach

Germania, 2016, durata 110 min. – v.o.sott.it.

Agli inizi del XX secolo, Egon Schiele è tra gli artisti più provocatori e controversi di Vienna. La sua arte è ispirata da donne bellissime e da un’epoca che sta volgendo al termine.

Due donne in particolare condizioneranno davvero la sua vita e la sua espressione artistica: sua sorella e sua prima musa, Gerti e la diciassettenne Wally, probabilmente l’unico vero amore di Schiele, immortalata nel suo famoso dipinto ”La donna e la morte”.

Mentre i dipinti di Schiele creano scandalo nella società di Vienna, collezionisti lungimiranti e artisti già acclamati come Gustav Klimt iniziano a riconoscere l’eccezionale valore della provocatoria e tormentata arte del giovane.

Schiele sceglierà di tuffarsi nel dolore del suo disagio esistenziale, facendone la sua cifra stilistica, scegliendo di sacrificare alla sua arte l’amore e la vita.

I corpi possiedono una luce propria che consumano per vivere: essi bruciano, non sono illuminati dall’esterno. Egon Schiele

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Domenica 8 dicembre – ore 18.00

MY ITALY

Regia di Bruno Colella

Con Mark Kostabi, Krzysztof Bednarsky, H.H. Lim, Thorsten Kirchhoff, Achille Bonito Oliva, Marco Tornese, Bruno Colella, Lina Sastri, Piera Degli Esposti

Italia, 2017, durata 90 min.

FILM ED EVENTO CON LA PARTECIPAZIONE DEL REGISTA BRUNO COLELLA E DELL’ATTORE MARCO TORNESE

Un produttore italiano e il suo assistente si aggirano per l’Europa in cerca di fondi per finanziare un progetto cinematografico che racconta la vita e le opere di quattro grandi artisti di arte contemporanea: il polacco Krzysztof Bednarski, il danese Thorsten Kirchhoff, l’americano Mark Kostabi ed il malesiano H.H. Lim. I quattro artisti sono tutti innamorati dell’Italia e hanno casa a Roma. Parallelamente, gli stessi quattro verranno catapultati in vicende e avventure tra l’incredibile e il paradossale.

“My Italy non solo guarda al mondo dell’arte facendoci divertire, ma compone uno sguardo particolare sul nostro paese e sulla ricchezza della nostra Italia. L’opera di Bruno Colella è davvero un film d’arte ed è qualcosa di talmente unico da non poterselo perdere”. https://www.moviestruckers.com/

“Bruno Colella si rivela uno degli ultimi eroi cinematografici che resistono all’omologazione della commedia e alla sua banalizzazione”. https://m.dagospia.com/

La commedia per quanto mi riguarda ha sempre bisogno di essere accompagnata da altro, di contrasti, e con l’arte contemporanea ho messo sul grande schermo un Luna Park popolato da strani personaggi, che sono poi gli artisti con i loro percorsi. Bruno Colella

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione
Graph. Luigia Stefanucci

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Nessuna opera d’arte erotica è una porcheria, quand’è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l’osservatore, se costui è un porco.

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Io esisto per me e per coloro ai quali l’inestinguibile sete di libertà che ho in me dona tutto, ed esisto anche per tutti, perché amo – anch’io amo – tutti. Sono il più nobile tra gli spiriti nobili – e quello che più ricambia tra chi ricambia. Sono un essere umano, amo la morte e amo la vita.

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Prima o poi nascerà una fede nei miei quadri, nei miei scritti, nei concetti che esprimo con parsimonia, ma nella forma più pregnante. I quadri che ho realizzato finora saranno forse solo dei preamboli, non lo so. Ne sono così insoddisfatto, se li passo in rassegna. Hanno torto quanti pensano che dipingere sia meglio di niente. Dipingere è una capacità. Io penso all’accostamento dei colori più caldi, che sfumano, che si liquefanno, rifrangono, stanno in rilievo, carica terra di Siena grumosa con verdi o grigi, e accanto una stella di un azzurro freddo, bianca, biancoazzurra. Sono diventato esperto e ho fatto i calcoli rapidamente, ho osservato ogni cifra e ho cercato di desumere. Il pittore può anche guardare. Ma vedere è qualcosa di più. Stabilire un contatto con un’immagine che ci riguarda, è molto. La volontà di un artista?

Egon Schiele


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