Tutto su di me

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Universo Almodóvar: estética de la pasión

Pagherei per credere in un Dio o nella reincarnazione.

69 anni fa, a Calzada de Calatrava, nasceva quello che si può forse considerare il più grande regista spagnolo di tutti i tempi. Pedro Almodóvar. 22 film, 2 Premi Oscar, 7 Premi Goya, 5 Bafta, 2 David di Donatello, due volte vincitore al Festival di Cannes, 2 César, 6 European Film Awards e 2 Premi a Venezia.

Un percorso costellato di capolavori irriverenti, spesso toccanti, quasi sempre mai banali ma incredibilmente originali: e culminato, proprio in questi giorni, nel Leone d’oro alla carriera alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

E così “Almodovariano” è diventato, nella nostra testa, un modo di raccontare e raccontarsi controcorrente, la movida, la libertà, i colori, quegli attori lì, e le case, le canzoni, il sesso: personaggi indimenticabili, forti, ricchi di contrasti, drammatici e ironici, disperati e vitali.

L’erotismo è importante non per il sesso in sé, ma per il desiderio. Il sesso è solo ginnastica, il desiderio è forza del pensiero. E la forza del pensiero ha un potere immenso, può fare qualunque cosa. P. Almodóvar 

Ecco il nostro omaggio, che percorre trasversalmente il mondo interiore del suo autore, un mondo pieno di miti bizzarri, visioni surreali, pulsioni sotterranee.

Ma soprattutto, pieno di donne: il cinema di Almodóvar è un inno alla grandiosa, cangiante e sensuale vitalità delle donne, madri, sorelle, amanti capaci di un coraggio che gli uomini nemmeno si sognano.

Sul grande schermo le opere più grandi del maestro spagnolo, fino ad arrivare a Dolor y Gloria, ultimo film, presentato al Festival di Cannes 2019, pellicola/confessione a cui ha affidato una delle sue prove più alte e misurate.

Il mio sogno proibito? Avere un padre come Jack Nicholson, una madre come Ava Gardner, una sorella come Diane Lane e un fratello come Matt Dillon. E andare a letto con tutti e quattro.

Buena visión y diviértete!

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Il programma

Rassegna – Parte I

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Giovedì 19 settembre – ore 21.00

CHE HO FATTO IO PER MERITARE QUESTO?

Regia di Pedro Almodóvar

 Con Carmen Maura, Verónica Forqué, Ángel De Andrés López, Gonzalo Suarez, Luis Hostalot

Spagna, 1984, durata 99 min. – v.o.sott.it.

Gloria è disperata: lei lavora come donna delle pulizie in una palestra, suo marito Antonio vive nel ricordo di Ingrid, la sua amante tedesca; dei due figli, Toni fa lo spacciatore e Miguel, omosessuale, fa “la vita”. Per di più, deve sopportare in casa anche la madre di Antonio. Per fortuna c’è Cristal, prostituta ma vera amica. In una lite, Gloria finirà per ammazzare Antonio con un osso di prosciutto, ma non per questo le cose andranno a posto…

Pedro Almodovar scatenato, in uno dei suoi film migliori, quando ancora la sua fama oltrepassava a fatica i confini spagnoli e il suo nome non era ancora una firma destinata ai circuiti internazionali.

Il film è stato insignito del Premio Sant Jordi al miglior film spagnolo nel 1985.

– Hey guarda, un ramarro! Ce lo portiamo a casa? Che nome gli diamo? – Chiamalo come una cosa che ti piace! – Dunque…a me piacciono i biscotti, il cimitero, le borse di plastica, il denaro… Chus Lampreave (Nonna) & Juan Martínez (Toni)

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Venerdì 20 settembre – ore 21.00

DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Regia di Pedro Almodóvar

Con Carmen Maura, Antonio Banderas, Julieta Serrano, Rossy De Palma, Maria Barranco

Spagna, 1988, durata 88 min. – v.o.sott.it.

Pepa, doppiatrice cinematografica, proprio quando realizza di essere incinta del suo amante e collega Ivan, si accorge che sta per essere piantata da lui ed entra in crisi. In casa le piomba l’amica Candela, implicata in una love story con un terrorista, seguita dalla moglie dell’amante traditore e dall’avvocatessa che si prepara a fuggire con Ivan.

“Una commedia sofisticata, molto sentimentale. Qualunque stramberia appare verosimile se implica dei sentimenti. L’emozione sentimentale è sempre il miglior veicolo per raccontare qualunque storia. E l’allegria, ovviamente, lo stavo dimenticando. Perché da una commedia, di qualunque tipo essa sia, deve traspirare allegria.” Pedro Almodóvar

Ha ottenuto 5 premi Goya su 15 candidature, è stato candidato all’Oscar al miglior film straniero. 1988 – European Film Awards: Miglior film giovane a Pedro Almodóvar; Miglior attrice a Carmen Maura. 1989 – David di Donatello: Miglior regista straniero a Pedro Almodóvar.

Che ci faccio con un uomo quando avrò la moto? È più facile imparare la meccanica che la psicologia maschile. Una moto puoi sempre arrivare a conoscerla a fondo, un uomo mai e poi mai. Pepa (Carmen Maura)

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Sabato 21 settembre – ore 21.00

TUTTO SU MIA MADRE

Regia di Pedro Almodóvar

Con Penelope Cruz, Cecilia Roth, Marisa Paredes, Candela Peña, Antonia San Juan

Spagna, 1999, durata 105 min. – v.o.sott.it.

La nubile Manuela (C. Roth) perde l’adorato figlio diciassettenne Esteban in un incidente. Va a Barcellona per ritrovare un altro Esteban (T. Canto), ignaro di essere il padre del ragazzo, che intanto ha cambiato sesso, diventando Lola, e ha messo incinta anche Rosa (P. Cruz), suora laica, rendendola sieropositiva (“Non sei un essere umano: sei un’epidemia!”). Manuela diventa amica del transex Agrado (A. San Juan), segretaria di Huma (M. Paredes), famosa attrice di teatro lesbica, e sostituisce sulle scene la sua amante Nina (C. Pena) tossicodipendente. Rosa muore di parto, dando alla luce un terzo Esteban. Muoiono suo padre (F.F. Gomez), smemorato per arteriosclerosi, e di Aids il primo Esteban.

L’impenitente Almodovar ha fatto tredici, portando a perfezione la sua tecnica (la sua poetica?): mescolare le carte, girare un melodramma (un “almodramma“?) come se fosse una commedia e viceversa.

Presentato in concorso al 52º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la miglior regia. Si è aggiudicato inoltre l’Oscar al miglior film straniero e il Golden Globe al miglior film straniero.

La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi. Huma Rojo (Marisa Paredes)

«A Bette Davis, Gena Rowlands, Romy Schneider… A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre» (Dedica con cui il regista chiude il film)

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Domenica 22 settembre – ore 18.00

VOLVER – TORNARE

Regia di Pedro Almodóvar

 Con Penelope Cruz, Carmen Maura, Lola Dueñas, Blanca Portillo, Yohana Cobo, Chus Lampreave

Spagna, 2006, durata 120 min. – v.o.sott.it.

Raimunda copre le tracce dell’assassinio del marito da parte della figlia Paula (che ne era stata insidiata), poi decide di gestire direttamente un ristorante con amiche senza uomini. Nel frattempo, lo spirito della madre – morta anni prima in un incendio – torna a frasi vivo, prodigo di consigli…

Gli sguardi si intrecciano in campo/controcampo, madri e figlie si parlano, sedute fianco a fianco su una panchina, di notte o alla tavola apparecchiata della cucina. I mulini a vento della Mancha segnano i ritorni al paese, un primo piano fissa le lacrime negli occhi di Penélope Cruz o la consapevolezza in quelli di Carmen Maura: Almodóvar ormai ha la grande semplicità dei classici.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2006, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura e per la migliore interpretazione femminile (Penélope Cruz, Carmen Maura, Lola Dueñas, Chus Lampreave, Yohana Cobo, Blanca Portillo).

Non dire così, che mi metto a piangere… e i fantasmi non piangonoAbuela Irene (Carmen Maura)

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Rassegna – Parte II

Giovedì 26 settembre – ore 21.00

CARNE TREMULA

Regia di Pedro Almodóvar

Con Francesca Neri, Angela Molina, Liberto Rabal, Javier Bardem

Spagna, 1997, durata 100 min. – v.o.sott.it.

Victor Plaza è nato in uno dei giorni più cupi del regime di Franco, su un autobus che stava portando sua madre, una prostituta, all’ospedale. Una notte, conosce Elena ed è con lei che ha il primo rapporto sessuale. Tutto quello che gli resta di quell’incontro è un tovagliolo con numero di telefono e indirizzo della ragazza. Quando Victor va a casa di Elena, lei sta aspettando uno spacciatore che, però, non si fa vivo. L’arrivo di Victor fa precipitare gli eventi…

“Opus n° 12 di P. Almodóvar, è un film maturo e complesso, attraversato da uno humour nero alla Buñuel (esplicitamente citato con immagini di Estasi di un delitto ). Cinemascope molto fisico e palpitante (che è la corretta traduzione del “trémula” originale) nella messinscena del piacere sessuale condiviso, è un melodramma geometrico che svaria dalla commedia alla tragedia, dal grottesco al noir, cromaticamente dominato dal rosso, ricco d’invenzioni e recitato benissimo, con una dimensione politica inedita nel regista. Liberamente ispirato al romanzo Live Flesh di Ruth Rendell”. Il Morandini

Goya Awards 1998: Miglior attore non protagonista per José Sancho; Satellite Award 1998: Miglior Film in lingua straniera per Pedro Almodóvar; SESC Film Festival 1999: Miglior regista straniero per Pedro Almodóvar.

Sono stato in carcere per sei anni e ho passato sei anni a masturbarmi. Mi sono ripromesso che all’uscita sarei diventato il più grande scopatore del mondo. Victor (Liberto Rabal)

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Venerdì 27 settembre – ore 21.00

PARLA CON LEI

Regia di Pedro Almodóvar

Con Leonor Watling, Javier Cámara, Rosario Flores, Darío Grandinetti, Paz Vega

Spagna, 2002, durata 112 min. – v.o.sott.it.

Strani scherzi del destino. Marco e Benigno, due spettatori della pièce teatrale Café Muller si sfiorano con gli occhi, coinvolti nella stessa commozione. Si ritrovano qualche mese dopo nella clinica dove Benigno lavora come infermiere. Marco è lì per accudire la fidanzata in coma…

Costruito secondo una struttura narrativa fascinosa e rischiosa e girato con un’aderenza raffinata e disarmante alla concretezza dei corpi, il film trova il suo filo conduttore nelle voci narranti. L’amore continua a farsi e disfarsi, nelle vite solitarie che piacciono a Pedro Almodóvar, che mai è stato tanto estremo, remoto e ostinato come in Parla con lei.

Il film si è aggiudicato l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale, il Golden Globe per il miglior film straniero e il BAFTA al miglior film.

…il cervello delle donne… Benigno Martín (Javier Cámara)

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Sabato 28 settembre – ore 21.00

DOLOR Y GLORIA

Regia di Pedro Almodóvar

 Con Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano

Spagna, 2019, durata 113 min. – v.o.sott.it.

Una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ’60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ’80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film.

Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.

Presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes ottiene il premio per la migliore interpretazione maschile assegnato al protagonista Antonio Banderas.

Non sei stato un buon figlio… La madre (Julieta Serrano)

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Domenica 29 settembre – ore 18.00

GLI ABBRACCI SPEZZATI

Regia di Pedro Almodóvar

Con Penelope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Rubén Ochandiano

Spagna, 2009, durata 129 min. – v.o.sott.it.

Matteo, Lena, Judit e Ernesto Martel protagonista di una storia di “amour fou” dominata dalla fatalità, dalla gelosia, dall’abuso di potere, dal tradimento, dal complesso di colpa.

“Da qualche film a questa parte Almodóvar ha abbandonato la componente più folcloristica del suo mondo per affrontare i nodi centrali del suo universo creativo, dove il cinema (nei modi dei suoi due generi preferiti, melodramma e noir) si incarica di dare forme alle passioni che lo hanno sempre infiammato, l’amore con tutte le sue pene e le sue gioie, la voglia di vivere nonostante i dolori e le delusioni, la forza del desiderio. Raccontate probabilmente con minor goliardia ma con maggior intensità e maturità.” Paolo Mereghetti

2010 – Premio Goya: Miglior colonna sonora; 2009 – European Film Awards: Miglior colonna sonora; 2009 – Satellite Award: Miglior film in lingua straniera.

I film bisogna finirli, anche se alla cieca. Mateo Blanco / Harry Caine (Lluís Homar)

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione

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