Un’altra scuola è possibile

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I pensieri infantili sono sottili. A volte sono così affilati da penetrare nei territori più impervi, arrivando a cogliere, in un istante, l’essenza di cose e relazioni. Ma sono fragili e volatili, si perdono già nel loro farsi e non tornano mai indietro. Franco Lorenzoni

Se la scuola è ancora la palestra primaria della vita, il cine-occhio può essere il mezzo per eccellenza per catturare piccole e grandi azioni del vivere quotidiano. E lo sa bene il cinema, che con pedinamenti e occhi neutri ha saputo raccontare la grandezza delle piccole cose con sguardo partecipe o distaccato, a seconda delle circostanze e del tocco del regista.

Cinema e scuola: un rapporto grande come un abbraccio, discontinuo ma talvolta interessante, quando non notevole e originale.

Da un lato un maestro, Franco Lorenzoni, i suoi piccoli alunni, un paese umbro di duemila anime e il mondo che irrompe con le sue tempeste dentro un’avventura pedagogica innovativa. Esperienze, pensieri e dialoghi sul tema delle migrazioni, sulla relazione tra pace e guerra, tra femminile e maschile.

Tutto questo (e molto altro) nella presentazione del libro I bambini ci guardano. Una esperienza educativa controvento (Sellerio Editore Palermo, 2019), per un’iniziativa in collaborazione con Forum Donne Amelia: “Se ho scelto il mestiere dell’educare, ho il compito di aiutare bambine e bambini a tirare fuori e riconoscere ciò che hanno dentro, ho il dovere di aprire porte e finestre e allargare il loro orizzonte”. Franco Lorenzoni

Dall’altro, La classe – Entre les murs: Parigi, una scuola superiore, una classe, un professore di francese. Soprattutto, un film sul linguaggio: il confronto con una lingua comune (il francese) trasforma l’aula in un teatro di guerra, in cui linguaggi differenti – luoghi di formazione del pensiero, depositari di caratteri culturali, sociali, generazionali – si scontrano candidamente, ferocemente.

Scarti linguistici, sfumature lost in translation, scollamenti netti tra competenze semantiche e contesto pragmatico, credenze, intuizioni, divergenze tra la conoscenza della lingua e quella della realtà: questi i motori, la parola e le sue anime; arma o scudo, strumento di formazione o mezzo di sopraffazione; Mondo, soprattutto.

Il linguaggio crea la realtà e Cantet la coglie: Entre les murs è un filtro ad un tempo invisibile e illuminante, che del reale non disperde i moti contraddittori, ma li restituisce nella loro lancinante semplicità.

Non c’è remora, non c’è compromesso in questo film adagiato sulla superficie esaustiva del vero. Un’opera imprescindibile, letteralmente intraducibile.

Chi non impara nulla dai bambini, certamente non imparerà nulla dai grandi.  Ernst von Wildenbruch

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IL PROGRAMMA

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Domenica 15 settembre – ore 17.00

Presentazione del libro

I bambini ci guardano.

Una esperienza educativa controvento

di Franco Lorenzoni

Sellerio Editore Palermo – 2019

Interviene Mascia Dionisi, insegnante – In collaborazione con Forum Donne Amelia

«La scuola deve essere un po’ meglio della società che la circonda, se no cosa ci sta a fare?».

L’attrito, lo scontro a volte, tra una educazione improntata all’apertura e la società in cui si diffondono con energia inattesa diffidenza, rancore e odio verso chi arriva: «Come educare alla convivenza quando nuovi veleni si diffondono nel piccolo villaggio in cui abitiamo e, ancor più, nel grande villaggio mediatico planetario nel quale siamo immersi?». E al fondo l’amarezza con cui si avverte che ciò che unisce, acquieta e rallegra è troppo debole spesso, e che il sospetto può vincerla sull’attitudine amichevole e curiosa verso ciò che è insolito e sorprendente.

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Franco Lorenzoni è nato a Roma nel 1953 ed è maestro elementare a Giove, in Umbria. Ha fondato e coordina dal 1980 ad Amelia la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa che ricerca intorno a temi ecologici, scientifici, interculturali e di inclusione. Per questa attività ha ricevuto nel 2011, insieme a Roberta Passoni, il Premio Lo Straniero. Attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, ha pubblicato Con il cielo negli occhi (Marcon 1991, La Meridiana 2007), L’ospite bambino (Theoria 1994, Nuova Era 2001) e, con questa casa editrice, I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica (2014) e I bambini ci guardano. Una esperienza educativa controvento (2019). Per i ragazzi Orfeo, la ninfa Siringa e le percussioni pazze dei Coribanti (Rrose Sélavy 2017) e Quando gli animali andavano a piedi (Orecchio Acerbo 2018). Collabora alle riviste «Internazionale», «Cooperazione Educativa», «Gli Asini», «La Vita Scolastica» e «Comune-info».

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A seguire – ore 18.30

LA CLASSE – ENTRE LES MURS

Regia di Laurent Cantet

Con François Bégaudeau, Nassim Amrabt, Laura Baquela, Cherif Bounaïdja Rachedi, Juliette Demaille.

Francia, 2008, durata 128 min. – v.o.sott.it.

L’esperienza di un giovane professore di francese in una difficile scuola di periferia, “complicata” dalla sua personale ricerca: quella di mantenere un atteggiamento “neutrale” ma fermo nei confronti dei ragazzi, cercando di istruirli senza addomesticarli e sforzandosi di portarli di fronte ai loro limiti per far loro prendere coscienza di essi e motivarli ad andare oltre.

Tratto dal romanzo in parte autobiografico di François Bégaudeau, che del film ha poi curato la sceneggiatura e nel quale recita. Un concentrato di umanità incandescente, troppo bello per non essere vero, mai edificante però, perché il regista Laurent Cantet tiene l’ideologia fuori dalla porta, non vuole dimostrare quanto siano bravi gli insegnanti in trincea e quanto ideale sia la società multiculturale ricreata in aula.

Desideravo mostrare la scuola in tutta la sua complessità contemporanea: i ragazzi non imparano nulla e i professori non sono sempre certi che ciò che fanno sia giusto. Laurent Cantet

Palma d’oro al Festival di Cannes 2008. Premi Lumière 2009: miglior film, Premio del pubblico mondiale. Independent Spirit Awards 2009: miglior film straniero.

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NOTE

Solo per il film: Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione

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L’abitare è il tratto fondamentale dell’essere in conformità del quale i mortali sono. Che i mortali sono vuol dire che, abitando, abbracciano spazi e si mantengono in essi sulla base del loro soggiornare presso cose e luoghi. Heidegger, Sein und Zeit

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I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo. L. Wittgenstein

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Essere stranieri, essere estranei, vivere in un mondo che si fa improvvisamente inconoscibile, è un’esperienza che ciascuno di noi può fare nel corso della sua esistenza; ed è un’esperienza che può consentirci di cogliere meglio il senso acuto e lacerante di ogni fenomeno di emigrazione e immigrazione. La possibilità di accettare e di condividere il destino e le sofferenze, di esistenze frantumate e ferite, come sono quelle di coloro che abbandonano, ad esempio, le terre africane, è legata alla comprensione dell’altro, all’attitudine a superare gli schemi precostituiti, i pregiudizi, i modi di comportarsi e di essere delle diverse culture: analizzando le cose alla luce della soggettività, della relazione e della comunicazione perdute. Eugenio Borgna, L’arcipelago delle emozioni


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