Divina diva

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Una donna, una voce, un mito: Maria Callas: Vissi d’arte, vissi d’amore

Vorrei essere Maria ma devo vivere all’altezza delle aspettative della Callas.

Maria Callas (1923 – 1977) è stata la più grande cantante lirica di tutti i tempi. Non cantava, interpretava, anzi creava, infondendo la vita nella musica e portando ogni spettatore a confrontarsi con le proprie emozioni.

Un nome leggendario che travalica qualunque confine: di spazio, di tempo, di arte. Perfino i non appassionati di musica lirica e del bel canto conoscono quel nome e lo associano immediatamente alla grandiosità, alla capacità di coinvolgere e commuovere toccando le corde più sottili e profonde di ogni essere.

Ha coltivato, grazie al talento e a un lavoro indefesso, tutti i registri vocali, da soprano, mezzo-soprano a contralto e ha potuto così esprimere la sua grandezza in tanti ruoli diversi. Violetta, Medea, Aida, Tosca: Maria Callas è stata tutte, è stata tutto e ben altro ancora.

(Graziella Sciutti, Giulietta Simionato e Maria Callas durante il viaggio verso Vienna in tour con il Teatro La Scala di Milano nel 1955)

La sua splendida carriera è stata però punteggiata da momenti drammatici, spettacoli lasciati a metà, ritiri e ritorni. La sua vita privata è stata ugualmente favolosa e tragica, degna del vissuto delle eroine da lei impersonate.

Una donna disposta a rischiare tutto per raggiungere la perfezione nella sua arte. Fino al sacrificio, fino all’incandescenza. Fino a incendiare le convenzioni e l’interpretazione lirica.

Le sue straordinarie doti di soprano e attrice, il successo artistico e il mito costruito attorno alla sua figura, le sono valsi l’appellativo di Divina.

E proprio grazie a queste sue doti da attrice, Maria Callas ha avuto anche un ruolo al cinema: Pier Paolo Pasolini la volle in Medea nel 1969. Il film si basa sull’omonima tragedia di Euripide e tutt’oggi l’interpretazione della Callas è considerata una delle migliori viste nei film di Pasolini, che le dedicò versi toccanti e profondi (e con Pasolini la Callas visse un’intimità e un rapporto speciali ed intensi).

Il personaggio di Maria Callas ha avuto un così forte impatto culturale sia in Italia che all’estero, che a lei sono stati dedicati anche dei film, a partire da E la nave va, diretto nel 1983 da Federico Fellini, che si aggiudicò quattro David di Donatello e cinque Nastri d’argento l’anno successivo.

Federico Fellini si ispira all’ultimo viaggio di Maria verso la sua Grecia, e verso il mare, l’isola dove verranno lanciate le sue ceneri. E merita ricordare anche qui, per iscritto, quel che si sente anche nel film, la testimonianza che Fellini diede, per interposto personaggio, della sua amicizia con lei:

Voi parlate sempre della mia voce, ma a volte ho quasi la certezza che in realtà non sia mia: io sono un’ugola, un diaframma un respiro, non so la voce da dove venga; io sono solamente uno strumento, una semplice ragazza che ha perfino paura di questa voce che per tutta la vita mi ha obbligata a fare ciò che lei voleva…

Rassegna omaggio pensata in occasione dell’arrivo ad Amelia di Maria by Callas (2017), il documentario di Tom Volf che ci restituisce la sua complessa figura, una miniera di documenti che celebra un’artista che ha vissuto d’arte e d’amore. Diva assoluta e inaccessibile fino alla sua morte, dalla sua voce ascoltiamo il racconto di un’altra Maria: più intima, tormentata, in lotta perenne con sé stessa.

Il messaggio della Callas muove emozioni, commuove, perché un umanissimo messaggio d’amore (e non solo per la straordinaria bellezza di una voce).

Perché solo chi è mitico è realistico, e solo chi è realistico è mitico. (Medea, 1969)

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IL PROGRAMMA

AMELIA (TR)

BIBLIOTECA COMUNALE LUCIANO LAMA

SALA CONTI PALADINI

Largo Caduti delle Stragi di Nassiriya e Kabul, 1

Giovedì 13 giugno – ore 21.30

E LA NAVE VA

Regia di Federico Fellini

Con Freddie Jones, Barbara Jefford, Philip Locke, Victor Poletti, Peter Cellier

Italia, 1983, durata 132 min. – Versione restaurata

Interviste a Tonino Guerra (sceneggiatore), Giuseppe Rotunno (direttore della fotografia) e Gianfranco Plenizio (compositore)

Italia, 1914. La “Gloria N” salpa con a bordo un gruppo eterogeneo di ammiratori del soprano Edmea Tetua per andare a spargerne le ceneri nell’Egeo. Durante la navigazione si definiscono i personaggi. Poi la nave raccoglie dei profughi-naufraghi serbi in fuga dopo l’attentato di Sarajevo. E a causa dell’azione di uno di questi, la “Gloria N” viene cannoneggiata e affondata. Ma qualcuno si salva.

“Un viaggio di Fellini in un mondo di fantasmi che sanno di essere tali, svincolati dalla realtà: tutto è esplicitamente falso in questo film di mare, quasi tutto è mirabilmente vero nella finzione dove l’umorismo stinge nella malinconia”. Il Morandini

Nel film compare la ballerina e coreografa tedesca Pina Bausch.

1984 – David di Donatello: Miglior film a Federico Fellini e Franco Cristaldi; Miglior sceneggiatura a Federico Fellini e Tonino Guerra; Miglior fotografia a Giuseppe Rotunno; Miglior scenografia a Dante Ferretti.

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Venerdì 14 giugno – ore 21.30

MEDEA

Regia di Pier Paolo Pasolini

Con Massimo Girotti, Maria Callas, Giuseppe Gentile, Laurent Terzieff, Sergio Tramonti

Italia, 1969, durata 118 min. – Versione restaurata

Presentazione a cura di Attilio Faroppa Audrino, scrittore
Intervista a Carlo Lizzani (regista e storico del cinema)

Giasone sbarca in Colchide con gli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro; viene aiutato dalla maga Medea, che, invaghitasi di lui, lo segue nel ritorno. Giasone la sposa e ha da lei due figli. Quando però, accecato dall’ambizione l’abbandona per sposare la figlia del re di Corinto, la vendetta di Medea si abbatte implacabile.

“Rilettura del mito greco messa in scena da Pasolini con risultati di grande lirismo. Le geometrie rinascimentali della Piazza dei Miracoli, i torrioni rocciosi della Cappadocia, l’estrosità dei costumi, la bellezza dei paesaggi: straordinaria ricchezza figurativa al servizio di una rara sobrietà narrativa”. FilmTV

Tutto è santo e l’intera Natura appare innaturale ai nostri occhi. Quando tutto ti sembrerà normale della natura, tutto allora sarà finito! (Frase di Chirone pronunciata al piccolo Giasone)

Niente è più possibile ormai… Medea (Maria Callas)

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Sabato 15 giugno – ore 21.30

MARIA BY CALLAS

Regia di Tom Volf

Con Maria Callas

Francia, 2017, durata 113 min. – v.o.sott.it.

Violetta fragile, Gilda risoluta, Norma autoritaria, Alceste vibrante, Medea incandescente, Amina incantevole, Aida toccante, Lucia leggendaria, Ifigenia sontuosa, Imogene travolgente, Lady Macbeth unica, Tosca sbalorditiva, Maria Callas è stata tutte, è stata tutto e ben altro ancora.

Fu da principio il mistero di una voce. Infinitamente plastica, alle volte cruda, sempre anarchica. Una voce che oggi è una referenza assoluta.

Una voce che si racconta nel documentario di Tom Volf, consacrato a un’artista capace di grandi sentimenti come le sue eroine, tutte colossali, immense, sconvolgenti. Perché Maria Callas resta un modello inavvicinabile di recitazione in musica, che accorda l’interpretazione vocale con quella scenica.

Declinato in tre grandi decenni (1950, 1960, 1970), Maria by Callas è una miniera di documenti (interviste, articoli, reportage, testimonianze, confidenze, registrazioni, foto rare di concerti, soirée di gala, viaggi e lunghi soggiorni a Parigi, New York, Londra, Milano), un archivio filmato che celebra un’artista che ha vissuto d’arte e d’amore.

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione
Graph. Roberta Boccacci

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Questo è il brano a lei dedicato da Franco Battiato:

Casta Diva

 


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