Esprit de liberté

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Malinconica euforia: sguardo, cinema e tempo

Arriva ad Amelia “Visages, Villages”, il documentario girato a quattro mani dalla regista leggenda della Nouvelle Vague Agnès Varda e dallo street photographer JR.

La meravigliosa libertà di Agnès Varda! La sua sincerità commovente. La leggerezza e l’allegria con cui fa cinema, e poesia, e memoria.

Stavolta si parte dall’incontro (impensabile, sulla carta), con l’artista JR, 35 anni, “fotografo di strada”, autore di gigantesche immagini che diventano murales. E il cinema-diario della Varda (colonna del cinema mondiale di 90 anni), che è vivo, vitale, mobile, malleabile, si lascia contaminare.

Ed ecco un viaggio attraverso la Francia, utilizzando un camion che è un occhio che guarda, una macchina fotografica con le ruote (sviluppa gigantografie partorite da una fessura sul fianco). Ed ecco una nuova occasione per incontrare luoghi e storie, per testimoniare la vita semplice di persone e comunità che resistono.

Un road-movie del tutto particolare, un viaggio tra visi e villaggi (appunto), alla ricerca di persone autentiche e di luoghi la cui poesia dimenticata sta nei dettagli… Di fronte a questo cinema, tutto il resto diventa improvvisamente grigio, arido, artificiale.

Il viaggio, in cui i due registi passano di villaggio in villaggio alla ricerca di volti da fotografare e incollare in enormi gigantografie sui muri delle case o delle fabbriche via via incontrati nel corso dell’itinerario, si rivela ben presto una sorta di controcampo alle immagini godardiane di Bande à part. Ciò che nel film di Godard è l’affermazione di un cinema che malgrado tutto attesta la propria vitalità, nel lavoro di Varda e JR diventa la ricerca delle tracce di quell’euforia nei luoghi e nei territori che il cinema non cessa di attraversare.

Ma tracce di cosa? Di un modo di pensare e fare cinema, capace di respirare l’euforia vitale del mondo. È questo che commuove nel film: la ricerca incessante, nonostante tutto.

Il cinema, da strumento per la scoperta dell’Altro, non può che auto riflettersi, fungendo da specchio per quell’autore che in esso, in ultima analisi, si riflette: la Varda si pone davanti alla macchina da presa in tutta la sua combattività, fragilità, commozione, scrutando la propria vita, i propri ricordi.

Ed è proprio per stendere un commiato al passato che la regista decide di riproporre nel suo film una delle scene più famose della storia del cinema: la corsa al Louvre effettuata dai protagonisti di Bande à part. Solo che questa volta è lei a correre, sospinta su una sedia a rotelle dal collega ed amico JR.

La poesia crea il mondo, lo dipinge, lo fotografa, lo riprende … Correre liberi fra persone e paesi, come attraversare di corsa, a piedi o in carrozzella, la Galleria Italiana del Louvre… Verità? Fantasia? Bande à part, Visages Villages.

Questa inquadratura avrebbe dovuto essere quella finale: in mezzo a una vasta spiaggia deserta della Normandia, seduti accanto, avvolti dalla bruma, i loro profili se ne stanno nel vento. Sembrano piano sparire: eppure no, non finisce così. Li ritroviamo ancora in viaggio. Verso dove? La risposta è al cinema.

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Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Venerdì 1° marzo – ore 21.00

Bande à part

Regia di Jean-Luc Godard

Con Anna Karina, Claude Brasseur, Sami Frey, Louisa Colpeyn, Chantal Darget, Ernest Menzer

Francia, 1964, durata 95 min. – v.o.sott.it.

Edizione restaurata

PRESENTAZIONE A CURA DI FRANCESCO PATRIZI, CRITICO CINEMATOGRAFICO

Odile rivela ai suoi compagni di classe, Frantz e Arthur, che il pensionante di sua zia Victoria possiede una grossa somma di denaro nascosta in soffitta. I due progettano di compiere una rapina e, per convincere Odile a lasciarli entrare dalla zia, la corteggiano a turno, passandole bigliettini d’amore e portandola a ballare… Finalmente Odile cede e porta gli amici a casa, ma il bottino non si trova. Solo il giorno successivo si riesce a trovare il malloppo nella cuccia del cane, ma improvvisamene scoppia una sparatoria in cui viene ucciso Arthur. Odile e Frantz scappano senza bottino e decidono di espatriare in Sudamerica.

Una delle pietre miliari della Nouvelle Vague.

I protagonisti, interpretati da Anna Karina, Sami Frey e Claude Brasseur, erano intenti a portare avanti un compito surreale: battere il record assoluto per la visita più veloce del museo. Secondo un quotidiano infatti, un turista americano avrebbe visitato il Louvre in 9 minuti e 45 secondi. I tre allora decidono di accettare la sfida e dopo aver corso a perdifiato tra i corridoi immensi escono da vincitori, essendo riusciti a visitarlo in 9 minuti e 43 secondi. La scena, totalmente improvvisata, fu resa possibile grazie al beneplacito nientemeno che di Andrè Malraux, allora Ministro della cultura francese.

La scena del ballo nel caffè-ristorante è stata ripresa in Pulp Fiction di Quentin Tarantino e più recentemente in Le Week-End di Roger Michell con Jeff Goldblum, Jim Broadbent e Lindsay Duncan. Il regista Quentin Tarantino è stato notevolmente influenzato dal lavoro di Godard e ha fondato una compagnia di produzione chiamata A Band Apart. Altre opere che includono omaggi al film sono American Sunshine, The Dreamers – I sognatori (la corsa nelle sale del Louvre) e il video musicale di Un romantico a Milano dei Baustelle.

Torniamo a casa.

Non si approfitti di me, io l’amo.

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Sabato 2 marzo – ore 21.00

Visages, villages

Regia di JR, Agnès Varda

Francia, 2017, durata 90 min. – v.o.sott.it.

Agnès Varda, petite grande dame del cinema francese, unica donna nel gruppo storico della nouvelle vague, Oscar alla carriera 2017, regista di capolavori come “Cléo dalle 5 alle 7” e “Senza tetto né legge”, autrice di pietre miliari di un cinema tra documentario e cronaca personale, come “Daguerréotypes” e “Garage Demy”.

JR, street artist di fama internazionale, autore di gallerie fotografiche che incolla ingigantite sui muri dei luoghi più diversi, dal Louvre alle favelas di Rio de Janeiro.

Si incontrano nel 2015. Lei ha ottantotto anni, lui trentatré. Scoprono la comune passione per le immagini e per i dispositivi che permettono di crearle, condividerle, esporle. Decidono di fare un film insieme.

Partono a bordo di un ‘camion fotografico’. Viaggiano per le strade e i paesi, tra i volti e i villaggi della Francia rurale. Arrivano nei luoghi, stabiliscono contatti, parlano, ascoltano, fotografano, trasferiscono visi e figure su antiche mura, pareti fatiscenti, negozi e fienili.

“Visages Villages”, accolto con entusiasmo dalla critica di tutto il mondo, è un viaggio sentimentale e antropologico nel cuore del nostro tempo presente, è una riflessione sull’immagine e sulla densità emotiva del primo piano, è la storia di tanti incontri e di un’amicizia ironica e pungente.

Un film d’intensa giovinezza e saggezza, un road movie unico al mondo, spinto dall’impetuosa leggerezza di due straordinari outsider dell’arte.

Film vincitore al Festival di Cannes 2017 del premio de L’Oeil d’or e candidato come “miglior documentario” ai Premi Oscar 2018.

Ogni volto racconta una storia. Agnès Varda

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione

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… Vorrei fare una annotazione, JR ha trentatré anni e io ottantotto, ormai ottantanove e lui trentaquattro, la differenza non è cambiata. Ma questa distanza esistente tra noi non ha mai giocato a sfavore, anzi, la gente è stata anche divertita nel vederci. Siamo un po’ come Stanlio e Ollio, lui è alto e magro, io sono un po’ più bassa e robusta … Lui ha piedi lunghi e io più piccoli, queste sono le differenze di base. Non abbiamo litigato molto, se non su piccoli dettagli. Ad entrambi piace mangiare la “chouquette”, non è un croissant, né un biscotto, ma ci sono diversi fornai nella mia via che preparano questo pasticcino e in alcune panetterie sono migliori. Per me le migliori sono quelle su un lato della strada, per JR quelle del lato opposto, è questo il nostro disaccordo di base. Per il resto, il caso ci ha concesso di fare incontri con la gente, incontri che ho sempre considerato come tanti regali, e lo stesso vale per il rapporto che abbiamo avuto con loro…

(da un’intervista ad Agnès Varda in Cinefilia ritrovata, Cineteca di Bologna Website)


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