Quello che ci muove

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Toccare, commuovere, ispirare: l’arte della danza

Tanzt, tanzt sonst sind wir verloren

{Danzate, danzate, altrimenti saremo perduti!}

Pina Bausch

La vita è una donna che danza. Così afferma Socrate, in un dialogo poetico che, dall’alleanza indefinibile di suono e senso, crea la musica per un corpo in continua trasformazione vitale.

Quando danza si fa l’unico nome possibile per la poiesi, il gesto creatore diviene ritmo e materia inedita della carne.

Danza è il suo continuo rinnovamento che accoglie il battito del cuore, del tempo e delle cose sempre ancora da amare.

E così, dall’incontro fra cinema e danza nasce qualcosa di impensabile per le due arti separatamente, qualcosa di nuovo e straordinario, che si fonde armonicamente in un tutt’uno: l’emozione passa intatta e vivificata dalla danza allo schermo.

Parlare di danza? La danza non è qualcosa di cui parlare. La danza è danzare. (Anonimo)

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Venerdì 8 febbraio – ore 21.00

PINA

Regia di Wim Wenders

Con Pina Bausch, Regina Advento, Malou Airaudo, Ruth Amarante, Rainer Behr 

Germania, 2011, durata 100 min. – v.o.sott.it.

Dedicato a Pina Bausch, una delle più importanti coreografe e danzatrici sullo scenario internazionale, e che rivoluzionò, a partire dagli anni Settanta, la danza contemporanea, fondendola con il gesto teatrale e l’uso della parola con la nascita del “teatro-danza” (tanztheater).

Portando tre ballerini della Tanztheater Wuppertal a volteggiare in location industriali e naturali, Wim Wenders trascina i corpi fuori dallo schermo, in un mix sensuale di emozioni ed energia.

Presentato al 61° Festival di Berlino nel 2011. Winner Efa Doc. – Prix Arte – European Film Awards 2011. Deutscher Filmpreis 2011: miglior documentario.

Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza. Pina Bausch

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Sabato 9 febbraio – ore 21.00

IO DANZERÒ

Regia di Stéphanie Di Giusto

 Con Soko, Gaspard Ulliel, Melanie Thierry, Lily-Rose Depp, François Damiens

 Francia, 2016, durata 108 min. – v.o.sott.it.

Presentazione a cura di marta Bichisao, coreografa e danzatrice

Loïe Fuller, adolescente irrequieta che legge Shakespeare e tira col lazo, cresce col padre nel West americano. Alla morte violenta del genitore ripara in città dalla madre, una donna timorata di dio che vorrebbe farne una bigotta. Stretta negli abiti che la madre le cuce addosso, Loïe sogna di fare l’attrice e di calcare il palcoscenico.

Tra un’audizione e una delusione trova il gesto che cambierà la sua vita e la condurrà dall’altra parte dell’oceano. Sprofondata dentro un mare di seta e attrezzata con lunghe bacchette inventa una danza impalpabile e illuminata da effetti cromatici.

Ma l’America non è ancora pronta ad accogliere la sua visione, traslocata a Parigi trova un mondo all’altezza del suo talento. A contatto con i teatri e i movimenti artistici perfeziona la sua performance e diventa icona indiscussa al debutto del Ventesimo secolo.

È stato presentato al Festival del Cinema di Cannes del 2016 nella categoria Un Certain Regard – Winner Migliori Costumi Cesar 2017.

Quella è la mia danza! Togliti il vestito! Loïe Fuller ( Soko)

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Domenica 10 febbraio – ore 18.00

MR. GAGA

Regia di Tomer Heymann

Con Ohad Naharin

Israele, Svezia, Germania, Paesi Bassi, 2015, durata 100 min. – v.o.sott.it.

È una tecnica, meglio un’anti-tecnica, una via di fuga per il corpo, per liberarlo e per rilasciare le sue zone atrofizzate. Nato dall’esigenza di comunicare coi suoi ballerini, il gaga è un metodo elaborato negli anni Ottanta da Ohad Naharin, coreografo israeliano che ha fatto del proprio corpo uno strumento narrativo, un corpo refrattario alla forza di gravità e compreso nello spazio.

Nato in Israele nel 1952 e cresciuto in un kibbutz a fianco del suo gemello, affetto da autismo e per cui ‘inventa’ un vero e proprio linguaggio del corpo, Ohad Naharin è uno degli emblemi culturali della sua nazione.

Artista magnifico, incarna il dinamismo della creazione israeliana nel mondo, realizzando la felicità aerea del movimento e la grazia della vita che danza.

Capo fila della danza contemporanea israeliana, è direttore della Batsheva Dance Company, scrive col corpo una partitura nervosa, un movimento permanente guidato dalle sue suggestioni, un esercizio ginnico che si purifica diventando passo.

To mourn a big loss and to dance – they don’t contradict each other. It’s like they live in the same space. I really believe in the power of dance to heal. Ohad Naharin

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione
Graph. Luigia Stefanucci

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Dovremmo considerare persi i giorni in cui non abbiamo ballato almeno una volta.

(Friedrich Nietzsche)

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Chi non danza non sa cosa succede.

(Frammento gnostico)

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Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta.

(Haruki Murakami)


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