Dream Baby Dream

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Cose che dovete assolutamente (ri)scoprire:

i beautiful losers di Hair e American Honey

Sicuramente la parola “American” è la più abusata nei titoli di film e romanzi, seconda forse solo alla parola “love”. Tutti ci vogliono raccontare qualcosa sull’America, anche chi americano non lo è, come Milos Forman, regista e attore ceco; e la inglesissima Andrea Arnold, regista di American Honey.

Immensa, caotica, potente, contraddittoria, l’America esercita curiosità e fascino, e fornisce abbastanza materiale per continuare, ancora oggi, ad analizzare che ne è stato dell’American Dream.

La provincia, l’illusione della speranza, qualche canzone: i film di questa rassegna vanno diritti a cuore e stomaco.

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C’era un ragazzo che come me…

Ricco di passione, energia e di una musica che ha fatto ballare un’intera generazione, Hair (1979) è il divertente e potente tributo allo spirito turbolento e rivoluzionario degli anni Sessanta negli Stati Uniti.

Uscito quando il movimento hippy era ormai esaurito, ne costituisce una sentita testimonianza grazie anche alle musiche indimenticabili di Galt MacDermot su testi di Gerome Ragni e Jim Rado.

Una parabola antimilitare, piena della tenerezza dei figli dei fiori, di immagini psichedeliche (e di splendida musica, appunto), nata dopo un’intera decade, in un periodo nel quale la ribellione degli anni sessanta significava ormai solo un nostalgico ricordo.

Un film memorabile che si può considerare un sunto dell’ideologia di un’intera generazione. Una generazione convinta che «quando la luna entrerà nella settima casa e Giove si allineerà con Marte, sarà la Pace a guidare i pianeti e sarà l’amore a dirigere le stelle. E allora sorgerà l’Era dell’Acquario».

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Un road-movie sgargiante e selvaggio

Il trucco sbavato, sputi di città, balere che gracchiano country, verande impregnate di sporco e degrado. New York e Los Angeles sono luci straniere in un angolo di Stati Uniti dove i sogni sono strafatti di anfetamina e abbandono.

Un’istantanea reale e distruttiva, fotografata dalla regista e sceneggiatrice (britannica) Andrea Arnold nell’abbagliante American Honey (2016), incredibilmente inedito in Italia dopo il passaggio a Cannes di tre anni fa.

Un’opera potentissima e fluviale, generosa e travolgente, ma anche una viscerale, epidermica immersione suburbana nei meandri del sogno americano, in ciò che ne rimane, nei fuochi fatui che investono la giovinezza e le periferie dell’America di oggi e di ieri.

Una riflessione schietta e spietata sugli Stati Uniti contemporanei, sui loro luoghi desolati frequentati da giovani privi di qualsiasi bussola e sulla facile trappola di una vita senza responsabilità, in cui poter godere di ogni giorno come se fosse l’ultimo.

American Honey è avvolto da un senso di tribalità e di wilderness che rievocano una serie di riti sociali sepolti, diseppelliti, deformati, trasformati, ma soprattutto un fuoco che divampa violento nelle tenebre della notte umana e impossibile da spegnere. Che splendore.

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IL PROGRAMMA

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Venerdì 25 gennaio – ore 21.00

HAIR

Regia di Milos Forman

Con Beverly D’Angelo, John Savage, Treat Williams, Annie Golden, Nicholas Ray

USA 1979 – durata 121 min. – v.o.sott.it.

A New York per arruolarsi Claude conosce un gruppo di allegri hippie e passa con loro le ore prima della partenza. Dieci anni dopo il fortunatissimo musical teatrale, Forman porta sullo schermo il musical di Gerome Ragni, James Rado e Galt NacDermot, manifesto del ribellismo giovanile. Ma l’atmosfera hippy era già il passato, e il film è commemorativo e quasi commovente. Celeberrime le canzoni, tra cui “Aquarius” e “Let the Sunshine”, che commenta la tragica morte dell’amico partito in guerra per errore, e la triste fine simbolica della gioventù americana nel Vietnam.

“Sebbene si possa pensare che Hair sia stato preparato con molta attenzione, l’effetto finale è del tutto spontaneo. Come i migliori musical della storia – Cantando sotto la pioggia oppure Hard day’s night risalente agli anni sessanta – anche Hair scorre da un canto all’altro portando il pubblico con sé…”. (Frank Rich, TIME Magazine, Marzo 1979)

Presentato fuori concorso al 32º Festival di Cannes – David di Donatello 1979: Miglior regista straniero; Migliore colonna musicale straniera.

Quando la luna entrerà nella settima casa e Giove sarà allineato con Marte, allora la pace guiderà il pianeta. Aquarius

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Sabato 26 gennaio – ore 18.00

AMERICAN HONEY

Regia di Andrea Arnold

 Con Sasha Lane, Shia LaBeouf, McCaul Lombardi, Arielle Holmes, Crystal Ice

 USA, 2016 – durata 158 min. – v.o.sott.it.

Il film non è distribuito in Italia
Presentazione a cura di Edward Lorence Nelson, consulente in anglodidattica

Star, una adolescente senza nulla da perdere, si unisce a una squadra ambulante di disadattati venditori di riviste. Si ritroverà così in un viaggio nel Midwest attraversato da un vortice di amori giovanili, di violente feste e di ripetute infrazioni della legge.

Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2016, dove ha vinto il Premio della giuria. British Independent Film Awards 2016: Miglior film; Miglior regista a Andrea Arnold; Miglior attrice a Sasha Lane; Miglior contributo tecnico a Robbie Ryan (fotografia).

 Do you have any dreams? Star

 What, like future dreams? Jake

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2019 e sottoscrizione

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