REVOLUTION

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Il potere dell’immaginazione: rassegna cinematografica a cinquant’anni dal ’68

La rivoluzione non è un qualcosa legato all’ideologia, né una moda di una particolare decade. È un processo perpetuo insito nello spirito umano.

(Abbie Hoffman)

Cinquant’anni fa il ’68 intercettò tutto ciò che stava cambiando nel mondo, mise in discussione ogni aspetto della società e travolse con la sua energia un’intera generazione.

Una scintilla che si trasformò in un ciclone e che, in modo spontaneo e confuso, aprì la transizione verso un’epoca nuova. Un grido, una sfida per il cambiamento, un’esigenza avvertita ancora come attuale.

Che cos’è stato il Sessantotto? Il trionfo dell’utopia, una straordinaria stagione di idealismo e protagonismo giovanile, l’ultima rivoluzione “ottocentesca”, il prologo, in Italia, degli anni di piombo?

La risposta non può ovviamente essere una sola, come tanti sono i modi per tornare su un anno sicuramente cruciale nella storia recente.

La nostra scelta è stata quella di raccontare quella stagione, ricca di attese, tensioni, problemi, delusioni attraverso il cinema: i film di allora proiettati nelle sale, mentre negli infuocati festival si discuteva dell’esistenza stessa della settima arte; i film di oggi, che a distanza di anni, tornano a far rivivere sullo schermo il clima di quella stagione.

L’assunto è che il cinema, “specchio” e anche “agente” del suo tempo, contribuisca a dare forma alla realtà, favorendo interpretazioni e modelli del mondo che rappresenta. Se queste considerazioni sono sempre valide, c’è più di un motivo per chiamarle in causa nella rivisitazione del sessantotto, a cominciare dalla centralità del cinema, molto più marcata di oggi, fra i consumi culturali del tempo.

E quindi. Cosa ha rappresentato il ’68 e in che misura ha inciso sulla società dell’epoca? E cosa è rimasto del fermento politico e culturale di quel movimento che si proponeva di cambiare il mondo? Può un movimento di protesta giovanile cambiare il mondo? E in che modo?

Oltre alle proiezioni, non mancheranno brevi incontri con testimoni dell’epoca, studiosi, attori, musicisti, che ci regaleranno una breve testimonianza della loro esperienza in quegli anni, a sottolineare come l’elemento della socialità e dell’incontro live rappresenti uno snodo fondamentale dell’iniziativa.

Visione di episodi tratti da Amore e rabbia (1969) prima delle proiezioni del giorno.

Film collettivo composto da cinque episodi: L’indifferenza di Carlo Lizzani, Agonia di Bernardo Bertolucci, La sequenza del fiore di carta di Pier Paolo Pasolini, L’amore di Jean-Luc Godard e Discutiamo, discutiamo di Marco Bellocchio.

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IL PROGRAMMA

Amelia (TR)
Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Venerdì 7 dicembre – ore 21.00

FRAGOLE E SANGUE

Regia di Stuart Hagman

Con James Coco, Bruce Davison, Bud Cort, Bert Remsen, Kim Darby

durata 103 min. – USA 1970 – v.o.sott.it.

Interviene Fabrizio Fassio, associazione Il secolo della rete

Un campo da gioco di un’università americana viene destinato all’addestramento dei soldati in partenza per il Vietnam e nel campus scoppia la rivolta. Simon guarda le cose con un certo distacco, poi conosce Linda e grazie a lei capisce che c’è molto di più nei motivi della contestazione. Alla fine, quando arriva la polizia a sgomberarli con la forza, Simon saprà da che parte stare. Dopo Easy Rider questo è il film che ha colpito più direttamente l’opinione pubblica non solo americana. Rivisto oggi potrà sembrare un po’ ingenuo (la regia di Hagman non è travolgente), ma conserva comunque un po’ dell’atmosfera dell’epoca. Celebre la scena finale della carica contro gli studenti.

È il primo film per il grande schermo realizzato nel 1970 dal regista Stuart Hagmann, ispirato al romanzo The strawberry statement: notes of a college revolutionary di James Kunen. Divenuto presto un cult movie anche in Europa, dove ha vinto il Premio della Giuria al 23º Festival di Cannes, il film ha il grande pregio di aver contribuito a richiamare l’attenzione pubblica nei confronti della rivoluzione culturale in atto in quegli anni.

Sei disponibile per una relazione extrarivoluzionaria? Bruce Davidson

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Sabato 8 dicembre – ore 18.00

ONE PLUS ONE 

Regia di Jean-Luc Godard

Con The Rolling Stones, Anne Wiazemsky, Sean Lynch, Jean-Luc Godard, Marianne Faithfull

Documentario, Gran Bretagna 1968, durata 95 min. – v.o.sott.it.

Nell’estate del 1968, Jean-Luc Godard si reca in Inghilterra, per filmare i Rolling Stones, simbolo di una nuova generazione di origine piccolo borghese che sta scardinando il modo di pensare e il modo di vivere e sta preparando le basi per una nuova cultura e un nuovo linguaggio. Alle prove musicali degli Stones in studio, si alternano riprese in esterni. Anne Wiazemsky “imbratta” i muri londinesi con le sue scritte contestatrici, simbolo della lotta di emancipazione delle donne. I militanti di Black Power spiegano le ragioni della loro ribellione…

La ricerca intrapresa con La chinoise è portata alle estreme conseguenze. Molti dei temi godardiani s’incrociano qui con le problematiche del maggio francese: anarchia ideologica, narrativa, formale…

Il film si conclude con l’ascesa al cielo della Wiazemsky, issata da una gru cinematografica, mentre Mick Jagger, gran fan di Godard, canta la morte di Cristo (“Sympathy for the Devil”).

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Sabato 8 dicembre – ore 21.00

QUALCOSA NELL’ARIA

Regia di Olivier Assayas

Con Clement Metayer, Lola Creton, Felix Armand, Carole Combes, India Menuez

durata 122 min. – Francia, 2012  – v.o.sott.it.

Interviene Vanni de Lucia, attore

Parigi, inizio anni ’70. Gilles è un giovane liceale appassionato di politica. Come i suoi compagni, esita tra un impegno radicale e delle aspirazioni più personali. Passando da relazioni amorose a rivelazioni artistiche, in un viaggio che attraverserà l’Italia e finirà a Londra, Gilles e i suoi amici dovranno fare scelte decisive in un periodo tumultuoso.

Il film è stato presentato in concorso alla 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove ha ricevuto il premio per la migliore sceneggiatura. Festival du film de Cabourg 2013: Swann d’oro alla miglior rivelazione femminile (Lola Créton).

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Domenica 9 dicembre – ore 18.00

ASSALTO AL CIELO

Regia di Francesco Munzi

Documentario – Italia, 2016, durata 72 min.

Interviene Francesco Tanzarella, storico

Costruito esclusivamente con materiale documentario di archivio – Archivio storico Istituto Luce Cinecittà, Rai Teche, Associazione Alberto Grifi, AAMOD e Cineteca di Bologna – il film racconta la parabola di quei ragazzi che animarono le lotte politiche extraparlamentari negli anni compresi tra il 1967 ed il 1977 e che tra slanci e sogni, ma anche violenze e delitti, inseguirono l’idea della rivoluzione, tentando “l’Assalto al Cielo”.

Diviso in tre movimenti come fosse una partitura musicale, il film esprime il sentimento che oggi conserviamo di quegli anni, mescolando nelle scelte del materiale e di montaggio, memoria personale, storia, spunti di riflessione e desiderio di trasfigurazione.

Presentato Fuori Concorso al Festival di Venezia 2016.

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NOTE

Ingresso con tessera OV 2018 e sottoscrizione
Graph. Luigia Stefanucci

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Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione.

(Antonio Gramsci)

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La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra.

(Mao Tse-Tung)

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Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia

che crea falsi miti di progresso.

(Franco Battiato, Up Patriots to Arms – 1980)


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