Un attore, cento volti

Ri/dare forma alla memoria: omaggio a Massimo Girotti

La figura professionale e umana di un grande attore, che ha lasciato un segno profondo nella storia del cinema italiano del secondo Novecento

Iniziativa per il centenario dalla sua nascita, in collaborazione con Pro Loco Amelia

Massimo Girotti, che è rimasto attivo dal 1939 al 2003 anno della sua scomparsa, rappresenta l’esempio di una carriera costruita nel segno di una professionalità quasi maniacale, di una vita privata vissuta con estrema riservatezza nell’ambito familiare, di un costante rifiuto di ogni forma di divismo e di mondanità.

Egli era arrivato nel mondo del cinema senza nessuna preparazione ed esperienza teatrale, per cui dopo aver conquistato un certo successo, ha avvertito il bisogno di dedicarsi con estrema serietà agli studi umanistici e teatrali per raggiungere quei risultati che l’hanno collocato ai vertici del cinema italiano.

Da grande professionista, nel corso della sua carriera, egli ha alternato opere di altissimo livello con film commerciali appartenenti al genere storico, avventuroso e melodrammatico, sempre interpretati da grande professionista.

Ne citiamo solo tre, quelli selezionati per questa rassegna/omaggio, pensata nel centenario esatto dalla sua nascita (Massimo Girotti nasce il 18 maggio 1918 a Mogliano nelle Marche).

Nel 1941 il regista Alessandro Blasetti cerca il protagonista per La corona di ferro, film d’avventura ambientato in un medioevo di fantasia e la scelta cade su di lui, chiamato a interpretare un personaggio a metà strada tra Tarzan e Robin Hood, al fianco di attori affermati come Gino Cervi, Elisa Cegani e Luisa Ferida. Il film, che riscuote un insperato e straordinario successo, segna l’inizio della carriera artistica di Girotti che conquista una improvvisa popolarità.

Nel 1943 si verifica l’incontro che segnerà profondamente la sua vita professionale umana: Luchino Visconti (che sarà il suo futuro maestro) lo sceglie come protagonista per Ossessione, il film ha segnato una svolta rivoluzionaria e trasgressiva rispetto al clima oppressivo del regime fascista, aprendo la strada al Neorealismo e dando il via a una straordinaria stagione del cinema italiano.

Infine, il film di Ferzan Ozpetek La finestra di fronte (2003), dove Girotti interpreta in modo magistrale la figura di un anziano che ha perduto la memoria, rappresenta la conclusione di una prestigiosa carriera e di una vita esemplare (non a caso gli è valso il David di Donatello 2003 – postumo – come miglior attore protagonista).

Questo omaggio a Massimo Girotti si completa affiancando alle proiezioni, in calendario dal 18 al 20 maggio, una tavola rotonda (sabato 19 maggio – ore 17.00) alla presenza, tra gli altri, della figlia Arabella Girotti e di Roberto Liberatori, autore del libro ‘Massimo Girotti. Cronaca di un attore’.

Oltre il Visibile e Pro Loco Amelia invitano il pubblico (di cinefili, ma non solo!), a ri-scoprire questo protagonista del grande schermo che ha avuto una carriera lunghissima, nonostante o forse grazie al suo temperamento di “uomo schivo e riservato, non alla ricerca di facili successi ma bisognoso di rafforzare una propria solidità umana e affettiva”. (R. Liberatori)

In contemporanea:

Mostra fotograficaMassimo Girotti tra pubblico e privato” c/o Il Granaio, Via della Repubblica, 65Amelia – orari: 10/13 e 17/20

IL PROGRAMMA

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Venerdì 18 maggio – ore 21.00

LA CORONA DI FERRO

Regia di Alessandro Blasetti

Con Osvaldo Valenti, Gino Cervi, Massimo Girotti, Elisa Cegani

b/n durata 83 min. – Italia 1941

Presentazione a cura di Attilio Faroppa Audrino, critico cinematografico

Nel fantastico regno di Kindaor, su cui regna Sedemondo che ha ucciso il fratello Licinio, usurpandone il trono, il passaggio della Corona di ferro sancisce la rovina del tiranno e la pace tra due popoli in guerra.

Film in costume, ma buttato sul fantastico della favola, con latenti venature pacifiste. E una sorta di parabola ariana, complicata da ossessioni erotiche e contaminazioni culturali diverse, tra Ariosto e Sem Benelli. Momenti di Kitsch sublime. 3° film di M. Girotti, quello che lo lanciò: bello come un Tarzan.

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Sabato 19 maggio – ore 17.00

TAVOLA ROTONDA CON:

Arabella Girotti, figlia dell’attore

Roberto Liberatori, autore del libro “Massimo Girotti. Cronaca di un attore” (Teke Editori con Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Novara, 2015)

Nino Rinaldi, storico del cinema italiano

Modera: Attilio Faroppa Audrino, critico cinematografico

Questa monografia dedicata a Massimo Girotti restituisce un piccolo spazio nel cinema italiano a un attore caduto vittima di una cultura dell’oblio che governa il nostro tempo. La sua vicenda artistica si snoda nell’arco di oltre sessanta anni della nostra storia, a partire dal 1939 quando, da studente universitario proveniente da una famiglia borghese di origini marchigiane, Girotti si ritrova a godere da un giorno all’altro di una inaspettata popolarità.

A seguire – ore 21.00

OSSESSIONE

Regia di Luchino Visconti

Con Clara Calamai, Massimo Girotti, Juan De Landa, Elio Marcuzzo, Vittorio Duse, Dhia Cristiani

durata 135 min. – Italia, 1943

Presentazione a cura di Attilio Faroppa Audrino, critico cinematografico

Dal romanzo Il postino suona sempre due volte (1934) di James Cain: malmaritata a un uomo più vecchio di lei, una donna induce un giovane vagabondo di cui è diventata l’amante a uccidere il consorte in un incidente automobilistico truccato.

Qualcosa di più di un film: una bandiera, un manifesto, un simbolo. È la prima opera di Visconti, da molti ritenuta la sua più importante e una delle maggiori del cinema italiano. Lavoro di straordinaria felicità a cominciare dalla secchezza dello stile, davvero inusitato allora, e dal realismo.

Massimo Girotti, appena ventiquattrenne, e Clara Calamai (che sostituì all’ultimo momento Anna Magnani incinta) che camminano, scuri e infelici sulla riva del Po, fanno parte della liturgia del nostro cinema.

Con Ossessione, venti anni fa, si parlò per la prima volta di Neorealismo (Luchino Visconti in un’intervista del 1962 al settimanale “L’Europeo”)

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Domenica 20 maggio – ore 18.00

LA FINESTRA DI FRONTE

Regia di Ferzan Ozpetek

Con Giovanna Mezzogiorno, Massimo Girotti, Raoul Bova, Filippo Nigro, Massimo Poggio

durata 100 min. – Italia 2003

Presentazione a cura di Maria Rita Fedrizzi, critico cinematografico

Giovanna e Filippo pur essendo molto giovani sono sposati già da otto anni e hanno due figli. Lei lavora come contabile nella amministrazione di una piccola azienda che confeziona polli, lui invece passa da un lavoro precario all’altro. Giovanna ha rinuciato a tutti i suoi sogni e si concede soltanto una innocente abitudine segreta: quella di spiare ogni tanto la vita di un giovane uomo, Lorenzo. Un giorno Giovanna e Filippo incontrano per strada un Signore molto anziano e distinto che ha perso la memoria, non sa più chi è né da dove venga e chiede il loro aiuto. Giovanna finisce per ritrovarsi lo sconosciuto in casa.

Il film è stato dedicato alla memoria di Massimo Girotti, scomparso poco dopo aver ultimato le riprese del film.

5 David di Donatello 2003: Miglior film; Miglior attore a Massimo Girotti; Miglior attrice a Giovanna Mezzogiorno; Miglior musica a Andrea Guerra; David scuola.

Non si accontenti di sopravvivere, lei deve pretendere di vivere in un mondo migliore non soltanto sognarlo. Davide (Massimo Girotti) a Giovanna (Giovanna Mezzogiorno)

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NOTE

Per le proiezioni: ingresso con tessera OV 2018 e sottoscrizione

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