Kaurismäki touch

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Un finlandese noir, serissimo, ma dall’ironia spietata: omaggio ad Aki Kaurismäki

Forse ho pensato di fare cinema perché non sono capace di nessun lavoro onesto. Camminavo ogni giorno su e giù per le vie del centro di Helsinki cercando di rimediare i soldi per bere, ma era sempre più difficile trovarne. Allora ci siamo detti: “cominciamo a fare film”. Uno ha chiesto: “su cosa?”. Io ho risposto: “su questo schifo che è la nostra vita”. AK

Aki Kaurismäki nasce a Orimattila, in Finlandia, nel 1957. Scrittore mancato, regista di culto e produttore, è tra le figure più originali del panorama cinematografico contemporaneo.

Dopo vari mestieri, lavapiatti, postino, critico cinematografico, Aki, appassionato di B-movie americano e di musica, finisce dietro la macchina presa scegliendo la strada del cinema indipendente a bassissimo costo.

Ironico e irriverente, pessimista e inguaribilmente romantico, ha saputo creare, grazie a uno straordinario talento visivo, un universo immediatamente riconoscibile, dai tratti rétro, popolato da emarginati, da perdenti e da bizzarri rocker finlandesi.

Personaggi alla deriva, che si muovono disorientati all’interno di spazi periferici e desolati e di un più grande incomprensibile mondo contemporaneo, sembrano condannati a una solitudine rassegnata ai margini dello spazio, della città, del cinema stesso.

Un’ironia sottile caratterizza tutti i suoi film, laconici, essenziali, a tratti surreali e attraversati da una commovente vena malinconica, autentici capolavori, come la sua ultima opera L’altro volto della speranza (2017).

La Finlandia, il suo paese, vive di silenzi, di pochi gesti, di espressioni essenziali. Maestro dell’immagine secca, rarefatta, dei dialoghi ridotti e recitati a bassa voce, il regista, di cui vedremo ben 10 film in questa grande retrospettiva (in programma dall’11 al 28 gennaio), nei rari incontri con la stampa precisa senza mezzi termini il suo pensiero e la sua filosofia di vita: “Tra le urla scelgo il silenzio”.

Un autore, in ogni caso, sempre rimasto fedele alle proprie personalissime forme d’interpretazione della realtà. E non importa se impegnato in atipiche trasposizioni di capolavori letterari (Vita da bohème, 1992), ritratti più lividi e sfiduciati (La fiammiferaia, 1989), spassosi road movie musicali (Leningrad Cowboys, 1989, ma anche Calamari Union, 1985), libere reinterpretazioni del noir (Ho affittato un killer, 1990) o ritratti sociali pronti a trasfigurarsi in resoconti esistenziali di irripetibile potenza intimistica (Nuvole in viaggio, 1996; Le luci della sera, 2006; Miracolo a Le Havre, 2011): lo sguardo del Nostro resta sempre lo stesso, coerente e inossidabile.

Se però esiste un’opera-manifesto del Kaurismäki touch, questa è, forse, L’uomo senza passato (2002): è in essa che, calibrate, convergono miracolosamente tutte le anime del Finlandese.

Molti hanno cercato di definire il suo cinema: colto, visti i riferimenti letterari di peso (Dostoevskij e Shakespeare, per citare i più rinomati), musicale visto il suo amore per melodie improbabili con capigliature degne di altri pianeti, d’antan vista la regia anche di un film muto e in bianco nero, surreale… Le citiamo tutte? No. Tante definizioni ma nessuno ci ha ancora azzeccato. Alla fine, com’è il cinema di Kaurismäki? È il cinema di Kaurismäki. Punto.

Le proiezioni saranno precedute da corti del regista

Amelia (TR)

Sala comunale F. Boccarini

P.zza Augusto Vera, 10

Rassegna parte I

Giovedì 11 gennaio – ore 21.00

CALAMARI UNION

Un film di Aki Kaurismäki

 Con Timo Eränkö, Kari Heiskanen, Asmo Hurula, Sakke Jarvenpaa, Matti Pellonpää

durata 78 min – Finlandia, 1985 – v.o.sott.it.

IL FILM non è più DISTRIBUito IN ITALIA

Un gruppo di amici vive all’estrema periferia di Helsinki. Sono così lontani dal centro della città, che per loro è come se vivessero in un altro mondo. Un giorno decidono di partire per andare a visitare il centro storico, si accorgono allora che Helsinki in realtà è un luogo molto pericoloso, dove dietro ogni angolo è in agguato un’avventura.

Come accenna la didascalia che apre il film, Calamari Union è dedicato “Agli spettri di Baudelaire, Michaux e Prévert che si aggirano ancora su questa terra”: è dunque al popolo dei poeti, degli esclusi dalla vita civile, dei sognatori, degli utopisti che si rivolge idealmente Kaurismäki.

“Il secondo lungometraggio diretto da Aki Kaurismäki, è anche il primo di una lunga lista di capolavori (…) senz’ombra di dubbio uno dei vertici della carriera del regista scandinavo, inguainato in uno splendido bianco e nero immortalato dal fido Timo Salminen”. (Fonte: Quinlan.it).

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Venerdì 12 gennaio – ore 21.00

LA FIAMMIFERAIA

Un film di Aki Kaurismäki

Con Kati Outinen, Elina Salo, Esko Nikkari, Outi Mäenpää, Vesa Vierikko

durata 70 min. – Finlandia, Svezia 1989 – v.o.sott.it.

IL FILM non è più DISTRIBUito IN ITALIA

Iris lavora in un fabbrica di fiammiferi, ed è timida al punto di non parlare mai, certo non a casa, dove stira o prepara la cena mentre i suoi guardano la Tv, e nemmeno alla balera, durante le sue vane attese di un invito. Un giorno non compra un nuovo vestito e crede di trovare l’amore. Scoprirà la verità solo dopo essere rimasta incinta.

“Tutto calato nel nostro pragmatismo di fine secolo, della filmografia surrealdemenziale di Kaurismäki, è l’opera più radicale: quasi muta, cristallina, bellissima.” (Alessandra Levantesi, ‘La Stampa’)

Menzione d’onore OCIC e premio Interfilm al Festival di Berlino 1990

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Sabato 13 gennaio – ore 21.00

L’UOMO SENZA PASSATO

Un film di Aki Kaurismäki

Con Markku Peltola, Kati Outinen, Annikki Tahti, Juhani Niemela, Kaija Pakarinen

durata 97 min. – Finlandia 2002 – v.o.sott.it.

CON UN’INTERVISTA AL REGISTA

Un uomo senza nome arriva in città e si fa pestare a morte alla prima occasione. È l’inizio di un grande dramma epico: cuori solitari dalle tasche vuote errano sotto le volte celesti.

“Tra i grandi autori di oggi, Kaurismäki ha tantissimo da dirci sulla condizione umana, sull’amore e la solidarietà, sulle situazioni sociali ed economiche di questo passaggio di secolo. Non dimentica mai, nelle sue storie minimaliste, il tessuto sociale che le genera. Non crede però che occorrano molte parole per raccontarle, ma piuttosto comprensione, pulizia e un filo di speranza. Più che minimalismo, la sua è parsimonia, pudore: di forma, mai di sentimento. Nei suoi lunghi silenzi, echeggiano improvvise frasi come “Piange una betulla se una foglia cade?”, si accendono amori a prima vista, brilla la solidarietà tra poveracci. L’autoironia è la sua arma e il suo schermo, ma il cuore salta sempre fuori, nei cani che attraversano i suoi film (qui è il “feroce” Hannibal) e nelle foto dell’attore-feticcio Matti Pellonpää che – da quando è scomparso – campeggiano sempre in un’inquadratura”. (FilmTV)

Vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria e del premio per la migliore interpretazione femminile (a Kati Outinen) al 55º Festival di Cannes.

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Domenica 14 gennaio – ore 18.00

LENINGRAD COWBOYS GO AMERICA

Un film di Aki Kaurismäki

Con Matti Pellonpää, Nicky Tesco, Kari Vaananen, Sakke Jarvenpaa, Heikki Keskinen, Pimme Korhonen, Jim Jarmusch

durata 78 min. – Finlandia, Svezia 1989 – v.o.sott.it.

IL FILM non è più DISTRIBUito IN ITALIA

Omaggio di Kaurismäki a uno dei suoi registi preferiti, che interpreta qui un breve ruolo come venditore di auto usate, Jim Jarmusch.

Un gruppo sovietico di musica rock chiamato “Leningrad Cowboys” ha deciso di sfondare in America. I componenti hanno una caratteristica in comune, tutti infatti hanno i capelli con un ciuffo enorme e degli stivaletti a punta. Il loro manager li manda negli Stati Uniti e da lì in Messico dove devono accompagnare feste paesane e familiari. Il successo arriverà inaspettato.

“Il primo incontro tra la musica dei Leningrad Cowboys e il cinema Aki Kaurismäki è questo folle road-movie che attraversa il mito americano facendosene beffe. Leningrad Cowboys Go America, un culto che resiste da quasi trent’anni”. (Fonte: Quinlan.it)

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Rassegna parte II

Venerdì 19 gennaio – ore 21.00

HO AFFITTATO UN KILLER

Un film di Aki Kaurismäki

Con Jean-Pierre Léaud, Margi Clark, Kenneth Colley

durata 85 min. – Finlandia, Svezia 1990 – v.o.sott.it.

IL FILM non è più DISTRIBUito IN ITALIA

Jean Pierre-Leaud, moderno M. Hulot, estremamente controllato, ha ritrovato in Kaurismaki un grande autore. Dopo aver saputo del proprio licenziamento un impiegato statale decide di farsi eliminare da un killer. Ne assolda così uno, ma si pente quasi subito non appena incontra una donna. Vorrebbe tornare indietro ma l’ingranaggio ormai si è messo in movimento.

“Fiaba noir ai tempi della Thatcher e primo film non finlandese di Kaurismäki, Ho affittato un killer conserva tutte le caratteristiche principali della poetica del regista finnico, il quale aggiunge alla sua galleria di personaggi perdenti e diseredati il malinconico e sfortunato Henry Boulanger, interpretato con una straordinaria mimica minimalista da Léaud, uno degli attori simbolo della Nouvelle Vague. A metà tra Buster Keaton e Jaques Tati, il personaggio di Bounlanger restituisce con delicata efficacia lo spaesamento, l’emarginazione degli ultimi e quel senso di profonda inadeguatezza al mondo che li sbeffeggia (…) Perfetto il lieto fine d’altri tempi che consegna il film alla tenerezza semplice di una favola contemporanea essenzialmente tragica.” (Fonte: LongTake.it)

Nel film fa una piccola parte anche il leader dei The Clash Joe Strummer che firma anche la canzone di chiusura della pellicola. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

Mi sembra che i registi britannici non riescano più a fare delle commedie inglesi vecchio stile. Così devo andarci io a farne una… A.K.

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Sabato 20 gennaio – ore 21.00

LE LUCI DELLA SERA

Un film di Aki Kaurismäki

Con Janne Hyytiäinen, Maria Järvenhelmi, Maria Heiskanen, Ilkka Koivula, Sergei Doudko

durata 78 min. – Finlandia, Germania, Francia 2006 – v.o.sott.it.

Un timido guardiano notturno cerca un modesto posto al sole, e si imbatte in una donna bella e calcolatrice che, con un gruppo di malviventi, si approfitta del suo bisogno d’amore e lo incastra in un colpo del quale è ritenuto l’unico responsabile.

“La ricchezza dell’immaginario visivo, la bravura dei protagonisti, la sapienza e l’ironia dei dialoghi, ci rendono contenti del fatto che esistano registi come Aki Kaurismäki a tenere alto il livello del cinema degli ultimi anni”. (Fonte: CinemadelSilenzio.it)

Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2006. All’attribuzione del premio finlandese Jussi del 2007 il film ha vinto nelle categorie di film dell’anno, regia e sceneggiatura.

Le luci della sera era originariamente anche il candidato finlandese per l’Oscar 2007, in corsa per la nomina di miglior film straniero. Tuttavia non era stato chiesto il consenso per la partecipazione a Kaurismäki, contrario a questo tipo di premi cinematografici. È stato lui stesso a chiederne il ritiro dalla competizione.

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Domenica 21 gennaio – ore 18.00

NUVOLE IN VIAGGIO

Un film di Aki Kaurismäki

Con Kari Vaananen, Kati Autinen, Sakari Kuosmanen, Markku Peltola

durata 96 min. – Finlandia 1996

IL FILM non è più DISTRIBUito IN ITALIA

Marito e moglie in un momento molto difficile. Lui, autista di autobus, rimane senza lavoro, lei perde il ristorante che gestiva. Tentano in ogni modo di risalire la china. Lei finisce in un locale gestito da un malavitoso che non la paga. Lui tenta di rifarsi investendo quel poco che possiedono alla roulette. Perde. Quando tutto sembra perduto ecco che qualcuno dà una mano. I due possono aprire un ristorante, fare tutto per bene, aspettare che il primo cliente entri. Ed entra, con molti altri. La vita riprende, la fortuna ha girato. Ci si può rilassare qualche istante guardando le nuvole che viaggiano nel cielo.

“Non tutti riescono a farlo, alcuni ci provano (Ken Loach, Robert Guediguian), ma solo Kaurismaki riesce a trovare la giusta distanza, senza lacrime, senza indugi, per raccontare la povertà di un’esistenza comunque sempre precaria e in perdita, annullando ogni commento superfluo ad una vicenda che si racconta da sé. Per Kaurismaki la solidarietà tra i poveri è il metro di giustizia sociale con il quale giudicare il mondo moderno, che sente come conglomerato misterioso e sovrano dove le cose accadono forse anche per un qualsivoglia monito dall’alto. Ecco perché il film finisce con Kati Outinen che fissa il cielo. Quasi a ringraziare, laicamente”. (Fonte: CineRunner.it)

Festival di Cannes 1996: Menzione speciale della giuria ecumenica

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rassegna parte III

Venerdì 26 gennaio – ore 21.00

VITA DA BOHÈME

Un film di Aki Kaurismäki

Con Jean-Pierre Léaud, Matti Pellonpää, Evelyne Didi, André Wilms, Kari Vaananen

b/n durata 110 min. – Francia 1992 – v.o.sott.it.

IL FILM non è più DISTRIBUito IN ITALIA

Anche questo del regista finlandese può essere annoverato tra i suoi capolavori. Segue a un anno di distanza Ho affittato un killer e si ispira a un romanzo di Henry Murger. Lo stesso dal quale Puccini trasse la sua Bohème.

Siamo a Parigi dove tre artisti spiantati (un bizzarro musicista, un pittore albanese e uno scrittore fluviale) si incontrano per una serie di circostanze e dividono le proprie miserie.

Tutto è molto ironico nel classico stile di Kaurismäki ma, non mancano gli episodi tragici (l’espatrio del pittore che poi ritorna clandestinamente e la morte di Mimì). In piccoli ruoli due registi: Samuel Fuller che fa l’editore e Louis Malle che offre una cena al pittore appena derubato del portafoglio. Jean-Pierre Léaud entra ogni tanto in scena, con la sua aria comicamente assente alla Buster Keaton, come collezionista di quadri.

PREMIO FIPRESCI AL FESTIVAL DI BERLINO 1992

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Sabato 27 gennaio – ore 21.00

L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA

Un film di Aki Kaurismäki

Con Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula, Janne Hyytiäinen, Nuppu Koivu

durata 98 min. – Finlandia, 2017 – v.o.sott.it.

Khaled è un rifugiato siriano che ha raggiunto Helsinki dove ha presentato una domanda di asilo che non ha molte prospettive di ottenimento. Wilkström è un commesso viaggiatore che vende cravatte e camicie da uomo il quale decide di lasciare la moglie e, vincendo al gioco, rileva un ristorante in periferia. I due si incontreranno e Khaled riceverà aiuto da Wilkström ricambiando il favore. Nella società che li circonda non mancano però i rappresentanti del razzismo più becero.

“L’ultimo erede di Charlie Chaplin, e probabilmente l’unico, è nato in Finlandia, si chiama Aki Kaurismäki e fa un film ogni 2-3 anni, ma ogni volta cattura un pezzetto del nostro presente in forma di fiaba comica, proprio come l’immenso Charlot, anche quando maneggia temi tragici”. Fabio Ferzetti, Il Messaggero

2017 – Festival di Berlino: Orso d’argento per il miglior regista a Aki Kaurismäki

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Domenica 28 gennaio – ore 18.00

MIRACOLO A LE HAVRE

UN FILM DI AKI KAURISMÄKI

Con André Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Blondin Miguel, Elina Salo

durata 93 min. – Finlandia, Francia, Germania 2011 – v.o.sott.it.

CON UN’INTERVISTA AL REGISTA

Marcel Marx un calzolaio di Le Havre, trascorre una esistenza modesta ma tranquilla al fianco di sua moglie. Non sa però che la donna cova una malattia grave che fino a quel momento gli ha nascosto. Quando la donna capisce di non poter più mentire, per Marcel il colpo è durissimo. Così, mentre vaga sconvolto per il porto di Le Havre, incontra un ragazzino africano, un immigrato clandestino che in ogni istante è minacciato di essere allontanato. Marcel si affeziona al ragazzo e si mette così in testa di proteggerlo.

“Kaurismäki – colui che ha dedicato trilogie a proletari e perdenti – rappresenta i margini del mondo, con piglio brechtiano e surreale e stilizza un quartiere in un microcosmo dove vige nobile e gentile il mutuo soccorso, riabilita ideali scomparsi, fa dell’amore materia cocciutamente romantica”. FilmTV

Marcel: Hai pianto?

Idrissa: No!

Marcel: Bene. Non serve a niente

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Mia moglie è il manager della mia anima! little bob

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NOTE

Ingresso con tessera Ov 2018 e sottoscrizione
Graph: Luigia Stefanucci


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