Da vicino nessuno è normale

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Cinema e follia a trentasette anni dall’approvazione della legge Basaglia

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Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c’è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione.” (Franco Basaglia)

Il 13 maggio non si è stabilito per legge che il disagio psichico non esiste più in Italia, ma si è stabilito che in Italia non si dovrà rispondere mai più al disagio psichico con l’internamento e con la segregazione. Il che non significa che basterà rispedire a casa le persone con la loro angoscia e la loro sofferenza”. (Franca Ongaro Basaglia, 19 settembre 1978)

Iniziativa in collaborazione con Amnesty International, Circoscrizione Umbria

Amelia (TR)

Sala comunale Flavio Boccarini – P.zza Augusto Vera, 10

Venerdì 15 maggio ore 21.00

Lo Stato della follia

Un film documentario di Francesco Cordio

durata 72 min. – Italia, 2013

Interverranno il regista Francesco Cordio e Pierangelo Cenci (Amnesty International, Circoscrizione Umbria)

Modera Elisa Esposito, giornalista

Aperitivo di benvenuto a partire dalle ore 20.30

In Italia esistono 6 OPG, comunemente chiamati manicomi criminali, all’interno vi sono rinchiuse circa 1500 persone.
Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi “dimenticati” anche dallo Stato. Queste istituzioni sono rimaste sostanzialmente estranee e impermeabili alla cultura psichiatrica riformata, e il meccanismo di internamento non è stato interessato dalla legge del 1978 che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici.
Una commissione parlamentare d’inchiesta ha fatto luce sullo stato di abbandono, degrado e non cura degli internati e ha fatto approvare una legge che ne prevede la chiusura.

Il film intende accompagnare, e far vivere lo spettatore, in questi luoghi dove le persone, fin dagli inizi del ‘900, sono relegate e disumanizzate dal trattamento farmacologico, dall’abbrutimento delle celle di isolamento e dei letti di contenzione.

Il documentario porta alla luce lo stato di abbandono delle strutture psichiatriche e la privazione dei più elementari diritti costituzionali alla salute, la cura, la vita di tanti malati mentali.

Chi lascia l’uomo nella sua colpevolezza, chi lo scolpisce dentro di essa, non è molto diverso dal colpevole stesso”. Cardinal Carlo Maria Martini

Un vero pugno allo stomaco che va su, dritto e inesorabile, alla coscienza di ciascuno … Un film non solo confezionato con impeccabile accuratezza, ma scritto con una impostazione ferma, equilibrata, saldamente ancorata sui fatti. Molto d’impatto il doppio registro tra il girato negli ospedali (in presa più che diretta come ci ha raccontato) e il narrato attoriale di una esperienza realmente vissuta. Come un ritmo cardiaco con due battiti diversi ma necessari l’uno per l’altro.”  Ilaria Della Torre – Quadriennale di Roma

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Sabato 16 maggio ore 21.00

 L’enigma di Kaspar Hauser

Un film di Werner Herzog

Con Bruno S., Brigitte Mira, Walter Ladengast

durata 109 min. – Germania 1974 – v.o.sott.it.

Presentazione a cura di Paolo Romanucci, in collegamento via skype da Bogotà (Colombia)

“Ognuno per sé e Dio per tutti”: questo è il monito terribile che Werner Herzog, fra i più visionari e radicali registi viventi, scelse come titolo originale a questo suo film del 1974. Un titolo che dovette apparire così ermetico ai distributori internazionali, che preferirono ribattezzarlo con il nome del protagonista e un accenno al mistero che lo circonda, ma nel quale in realtà il regista aveva condensato la sua disperata visione sulla vicenda narrata.

Norimberga, 1828. All’alba, in una piazza, compare come dal nulla un giovane sporco, lacero e allucinato, che stringe tra le mani una lettera anonima nella quale si spiega che il ragazzo, abbandonato dalla madre, è stato allevato da un contadino che ora lo affida al capitano di cavalleria. Subito iniziano a fiorire le ipotesi: che lo sconosciuto sia un figlio illegittimo di Napoleone? Un principe in disgrazia? Il ragazzo finirà in carcere e poi esposto come fenomeno da baraccone nelle piazze e nelle fiere. Morirà cinque anni più tardi, ucciso da un sicario, e l’autopsia rivelerà la causa della sua idiozia: Kaspar Hauser, simbolo d’innocenza, era un minorato e aveva il cervello piccolo.

Con il processo di rieducazione che il giovane accetta non senza una certa resistenza, vengono alla luce i meccanismi delle convenzioni sociali che regolano l’ordine collettivo, e i rapporti di forza su cui esso si fonda. Il mite Kaspar, che si fa beffe dei quesiti di logica e di ragionamento con cui viene messo alla prova, è la vittima predestinata di una società codificata. Tra realismo minuzioso e squarci surreali forse il miglior film di Herzog.

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 Domenica 17 maggioore 20.30

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Un film di Milos Forman

Con Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Will Sampson, Brad Dourif

durata 133 min. – USA 1975 – v.o.sott.it.

Randle McMurphy, arrestato per piccoli reati, viene portato in una clinica psichiatrica perché tenta di fingersi pazzo per sfuggire al carcere. Qui viene a contatto con gli altri pazienti dei quali diventa ben presto il beniamino: si prende gioco delle sedute di psicoanalisi, si improvvisa telecronista, organizza una piccola “gita” in barca. L’ospedale è diretto da una ferrea capoinfermiera, la signorina Ratched. McMurphy decide di fuggire. Con lui è un gigantesco indiano che si è sempre finto sordomuto. Prima di fuggire però McMurphy organizza una festicciola introducendo due ragazze tra i malati.

Un Nicholson in splendida forma dà corpo e anima a questo outsider, eroe suo malgrado. Tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, il film vinse cinque premi Oscar: film, regia, Nicholson e la Fletcher come protagonisti, e sceneggiatura.

Per tutti gli eventi: entrata con tessera OV 2015 e sottoscrizione

Grafica locandina a cura di Luigia Stefanucci

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